La Storia di FoW: I Sette Re – Capitolo 4: Il ritorno di Blazer

Capitolo 4: Il ritorno di Blazer

Ricevute notizie da Valentina, Alice e Faria partirono dal Castello di Gloria per la sacra collina ai pieid di Yggdrasil. Man mano che si avvicinavano alla destinazione notarono una figura avanzare rapidamente verso di loro, Alice lo notò per prima.

“Hey… Cos’è quello?”

“Quello” si rivelò essere una ragazza.

“Yahhooooo! Faria, ti ho trovataaa!! Hey, tu! Fuori dai piedi ragazza strana!”

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“Una tua amica, Faria?”

“Sì, è Pricia!! Alice forse dovresti fare un passo indietro.”

“Hey! Via di lì! Attenzioneeeeeeeee!”

Pricia corse senza fermarsi finendo addosso ad Alice

“Ouch… Non sai che non bisogna mettersi in mezzo quando un animale carica? Io sono Pricia, non che mi interessi…ma, chi sei??”

Alice era letteralmente schiacciata e non riusciva a parlare bene

“Mu, mu, mugyuu.”

“Hey! Il fatto che io sia amica degli animali non significa che tu possa prenderti gioco di me.”

“Haha, penso che Alice abbia semplicemente problemi a parlare al momento. Sembra che te la passi bene, Pricia. Come stanno gli altri nella foresta?”

“Sì, abbastanza bene anche se…Persino noi nella foresta ci siamo resi conto che nel mondo c’è qualcosa di strano, irrequieto. Quando ho detto a tutti che sarei venuta qui da sola, le Quattro Bestie Sacre hanno insistito per venire con me, pensavano che sarebbe stato pericoloso. Se gli animali hanno percepito che qualcosa non va, deve essere una storia seria.
Hm? Cosa sta succedendo?”

“Te lo spiegherò quando raggiungeremo gli altri al Concilio. Nel frattempo credo che dovremmo svegliare Alice, rischiamo di fare tardi.”

“Ah, lascia fare a me! D’accordo stramboide, in piedi!”

Pricia si chinò e schiaffeggiò la povera Alice che tornò bruscamente alla realtà dal suo stato comatoso.

“Jeeze, cos’ha che non va questa ragazza? Non fa altro che colpirmi…”

“Io sono Pricia, piacere di conoscerti!”

“Sì… piacere mio”.

Rispose Alice imbronciata. Sembrava che fosse destinata ad avere a che fare sempre con strani individui, nonostante non aveva mai immaginato che si sarebbe ritrovata in un mondo così lontano dal suo.

“Stai di nuovo pensando a qualcosa di triste, vero Alice?”

“Eh? Ho di nuovo un’espressione strana?”

“Eheh, no, nulla del genere. E’ solo una sensazione.”

“Le tue sensazioni sono sempre troppo accurate, è inquietante.”

“Hey! Di che cosa state parlando voi due, huh? Voglio partecipare anche io!”

La mancanza di tatto di Pricia fu evidente, ma lei era fatta così.

“Scusa Pricia. Vorrei davvero farmi una bella chiacchierata ma siamo quasi al luogo dell’incontro. Sembra che gli altri Re siano arrivati prima di noi.”

Sulla piccola collina ai piedi di Yggdrasil i Re si erano già radunati.
In questa piccola radura, si trovavano in una sola volta otto Emblemi. Era un evento unico, quasi inconcepibile.

“Sei in ritardo Faria… anche tu, Alice.”
Valentina rivolse uno sguardo snervante in direzione di Alice.

“Scusate, abbiamo avuto qualche piccolo imprevisto. Bene, visto che siamo tutti perché non iniziamo con le presentazioni?”

Valentina fu la prima a salutare tutti, ma solo Faria ricambiò il suo saluto. Gli altri Re avevano chiaramente udito la sua voce ma Arla se ne stava immobile, fissando il cielo con aria preoccupata e Melgis, Machina e Rezzard erano occupati a scrutarsi a vicenda.

“Bene, arriviamo subito al motivo per cui siamo tutti qui. Questa ragazza, Alice, proviene da un’altra dimensione…D’accordo, so che è difficile da credere, è meglio se ve lo spiega lei stessa ”

“D’accordo, ci penso io.”

Alla richiesta di Faria, Alice cominciò a raccontare la sua storia.

Il motivo per cui sono arrivata in questo mondo è che stavo rincorrendo qualcuno. Suppongo sia il caso di cominciare dal principio. Prima farei meglio a parlarvi di Lui. Sono nata su un pianeta chiamato Terra. Ma quel mondo non c’è più oramai. Lui, quello che sto inseguendo, ha distrutto tutto. La mia casa, il mio pianeta. Non so quali siano le sue ragioni, ma Lui ha un potere che può piegare lo spazio ed il tempo. Ha assorbito il potere del mio mondo e lo ha compresso in un oggetto. Uno dei suoi emblemi è tutto ciò che resta della Terra. Ma non ha avuto pieno successo, ci sono state alcune cose che non è riuscito ad assorbire e comprimere con il suo potere. Persone che sono scappate in altre dimensioni, come me, e cose che era impossibile distorcere con il suo potere. Cose come le memorie del mio mondo che, per questo motivo, si sono manifestate qui.”

“Intendi come i Cavalieri della Tavola Rotonda?” Melgis aveva fatto un commento sorprendentemente acuto.

“Tutto ciò è noioso. Potresti arrivare al punto?” Rezzard mostrava poco interesse per la storia di Alice.

“Alice, non intendo affrettare la tua storia, ma riassumerla, questo individuo ora mira al nostro mondo no? Hai qualche prova del fatto che si trovi qui? Per quanto riguarda la compressione spazio-temporale, con quali metodi è stato in grado di ottenere questi fenomeni?” Machina tempestò Alice di domande, sempre dubbioso delle sue risposte. Nonostante le loro reazioni fossero abbastanza diverse, per lo meno sembrava che stessero a sentire. Tra tutti, Marybell, una creazione di Machina, fissava Alice come se stesse prendendo nota di qualsiasi cosa la riguardasse.

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Lui controlla un sacco di gruppi e clan differenti. Ho conosciuto uno dei suoi servitori in un altro mondo. Non sono sicura se fosse in quel mondo per dare la caccia a me in quanto superstite della Terra o per qualche altro motivo. Ma sono riuscita a sconfiggerlo ed è stato costretto a scappare. Credo che fosse diretto dal suo padrone, così l’ho seguito e sono finita qui. Non c’è possibilità di errore, si trova qui. E se è qui, è solo per un motivo…”

“Per impadronirsi di questo mondo.” Valentina finì la frase di Alice.

“Sì, lo penso anche io. Da quando sono arrivata su questo mondo mi sono sentita come vicina alla Terra. So che non è esattamente una prova tangibile, ma fino ad ora non ho mai avuto questa sensazione. Lui giocando con lo spazio-tempo, mi ha sempre impedito di ricordarmi il suo nome, ma ora finalmente me lo sono ricordato. Il suo nome è…”

“Alice aspetta… c’è qualcuno!”

Alice fu interrotta da Pricia. Nonostante fosse concentrata su chi gli stava intorno, la Signora delle Bestie aveva avvertito qualcosa di strano lì vicino. Ancora una volta, una strana ombra si stava avvicinando rapidamente. Questa volta, però, era chiaramente qualcosa di meno amichevole. Una presenza inquietante circondava la figura in avvicinamento…l’inconfondibile forma di un clown con dei teschi fluttuanti attorno le sue mani come guidati da corde invisibili si era palesata.

“E’ LUI! E’ Blazer! E’ davvero ostinato. Hey! Non sai quando è il momento di arrendersi?” Alice gridò verso figura distante.

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“E’ di uno di quei clan di cui hai parlato? Dovremmo lasciarlo a te?” Valentina guardò Alice con un’espressione calma, come se conoscesse già la risposta.

“D’accordo, perché non ci prendiamo una pausa mentre io e Alice ci occupiamo di questa faccenda?” Faria preparò Excalibur.

“Vengo anche io!” Tuonò Pricia con il suo Emblema stretto in pugno.

Con Faria e Pricia dalla sua parte, Alice si diresse verso Blazer. Valentina augurò loro buona fortuna, e un piccolo ghigno spuntò sulla sua faccia una volta che le tre le ebbero voltato le spalle.

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