La Storia di FoW: La maledizione della bara di ghiaccio Pt.1 (Blocco Lapis)

Salve a tutti! Interrompiamo momentaneamente la storia dei Sette Re per iniziare col primo capitolo del nuovo blocco iniziato a Settembre 2016: Lapis. Il primo capitolo vede come protagonista una vecchia amica che preannuncia il ritorno delle fiabe, di Grimm e degli Elfi! L’espansione de “La maledizione della bara di ghiaccio” è disponibile assieme ai nuovi starter deck!

 Capitolo 1: Il ritorno di Zero

“Fieth! Dove sei? Davvero, quella donna…”
Sono passati trent’anni da quando la vecchia Kaguya ha salvato il mondo dalla minaccia Cthulhu. O sono trentuno? Trentadue? Era difficile per Zero ricordare. Un anno era passato così in fretta a causa della sua vita prolungata. Sembrava che bastasse un battito di ciglia per far passare un paio di mesi. Ciononostante era stato un periodo molto piacevole. Grim era cresciuto da Principe avventato a Re eroico e convinto, unendo quasi tutte le terre sotto il vessillo del Palazzo di Luce. Zero all’inizio aveva dei dubbi sul fatto che un’unificazione globale potesse essere possibile, ma Grimm aveva fatto di tutto per aiutare tutti quelli che avevano perso la loro casa nell’invasione e, gradualmente, le genti di tutte le nazioni si riunirono sotto il suo vessillo.

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Zero, purtroppo, non vedeva il Re da molto tempo. Fu quindi una sorpresa gradita quando un messaggero arrivo dal Palazzo di Luce alla sua casa nella foresta.
“Da parte del Re” disse il messaggero ansimando. “Richiede il consiglio dei Saggi”.
“Capisco. Partirò non appena sarò pronta. Ad ogni modo Fiethsing non è qui, come al solito. Mi recherò al Palazzo di Luce da sola”. Ricevuta la risposta di Zero, il messaggero corse via in direzione del sentiero nella foresta dal quale era giunto.
“Quell’elfa pigra buona a nulla!” Zero si strinse forte al petto mentre questo pensiero si faceva strada nella sua testa. Fiethsing doveva essersi accorta dell’arrivo del messaggero fin dal principio e si era dileguata in modo da non dover svolgere nessun compito. Sprecava il suo talento passando intere giornate a dormire negli alberi. Se solo si fosse applicata avrebbe superato gli altri Saggi in pochissimo tempo. Zero istruì il suo famiglio per cercarla nella foresta.
“Ma cosa potrebbe volere il Re da noi?” La frustrazione di Zero si tramutò in curiosità. Mentre era fuori, doveva necessariamente chiedere alla pupilla di Fiethsing di badare alla casa. La ragazza era fin troppo simile alla sua maestra, si riposava per metà del giorno e dormiva l’altra metà.
“Melfee. Andrò al Palazzo di Luce per qualche giorno, ho bisogno che tu badi alla casa.”
“Okay” Melfee rispose canticchiando. Sembrava quasi incosciente.
“Sei sicura?”
“Sì, sono sicura.”
“Davvero?”
“Davvero.”
“Sei sicura?”
“Nessun problema.”
“Mi stai mentendo?”
“Sicuro.”
Zero sospirò. Non stava nemmeno ascoltando. Fiethsing era abbastanza mediocre ma ora stava influenzando anche i suoi allievi.
Era solo una mezza giornata di viaggio dalla casa dei Saggi alle mura più esterne del Palazzo di Luce. Sarebbe stata sera prima del suo arrivo. Di tanto in tanto, durante il viaggio, il suo famiglio tornava da lei. Sembrava avesse trovato dei segni che Fiethsing era vicina. Non molto lontana, infatti. All’antico villaggio dove Grimm e Christie avevano scacciato i vampiri.
Amon Sulle era un luogo particolare. Aveva un incantesimo che gli permetteva di essere trovato solo da chi non aveva intenzioni ostili. In caso di malintenzionati, la foresta si piegava ed aggrovigliava in modo da condurli in circolo. Zero arrivò mentre il sole era ancora alto nel cielo. Le voci di alcuni bambini elfi riecheggiavano in lontananza.

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Zero domando in giro se qualcuno avesse visto Fiethsing. Un paio di persone dissero di averla vista poco prima mentre giocava con i bambini. Zero ringraziò e si mise a cercarla nei dintorni.
“Sarà colpa mia? Mi starà evitando?” Zero non potè fare a meno di pensare. “No, non può essere. Non sarebbe venuta qui a giocare se fosse stata depressa”. Zero tornò alla sua convinzione iniziale. Fiethsing stava evitando di lavorare. Di nuovo. Questa volta, Zero si convinse, non l’avrebbe lasciata fare. Sarebbe andata con lei al Palazzo di Luce a costo di trascinarla. Ma provare a cercarla era come tentare di afferrare il vento. Sembrava che avesse usato la magia per cancellare ogni sua traccia.
Cercando per tutto il villaggio, vecchi ricordi affiorarono nella sua mente. Ricordi di quando la città era pervasa da urla di terrore e occupata da vampiri affamati. Fiethsing aveva aiutato allora. Sarà anche stata inaffidabile ma c’era sempre stata quando serviva davvero. Zero ripensò a quando si era unita ai Sei Saggi, a quando da cinque divennero sei. Gli altri non erano sicuri di lei ma Fiethsing aveva sempre garantito per lei. Zero si era sentita così persa quando gli altri cinque si erano sigillati all’interno di pietre magiche per contrastare la minaccia degli Cthulhu. Nonostante Fiethsing fosse stata salvata grazie all’intervento di Cappuccetto Rosso, le altre pietre si erano sparpagliate durante la guerra e la loro posizione era ignota.
“Qui intorno forse…” Zero riusciva appena ad avvertire le deboli tracce magiche che Fiethsing aveva lasciato.
Si era spinta fuori dla villaggio oramai, di nuovo nella foresta. Gli alberi non erano così fitti e poteva sentire il calore del sole sul suo volto. Guardò in alto riparandosi gli occhi con una mano. Non molto lontano da lì, non molto tempo fa, Kaguya aveva usato la magia millenaria per sigillare gli cthulhu.
“E ora… è sparita di nuovo.”
Erano passati circa vent’anni da quando in Kaguya si erano risvegliati i suoi poteri di viandante, aveva avvertito che Alice era in pericolo ed era partita per un altro mondo. Zero sapeva che non era suo compito fermarla ma nessuna madre vorrebbe mandare la sua bambina incontro al pericolo.
“Tornerà mai indietro?” Il pensiero aveva afflitto Zero molte volte. Le aveva fatto trascorrere diverse notti insonni.
“Fieth deve essere scappata per evitare di lavorare ancora una volta, è questo che stai pensando, giusto?”
“Fieth!” Zero non aveva notato che Fiethsing era sgattaiolata dietro di lei e penzolava da un albero.
“Ti ci è voluta un’eternità, Zero. Mi serviva del tempo per elaborare una premonizione che ho avuto. Sembra che sia in grado di vederla solo a metà.”

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“A metà? Cosa intendi?”
“Sono certa che qualcuno sta per fare ritorno in questo mondo. Ma non so di preciso chi.”
“Potrebbe trattarsi di Kaguya?”
“Potrebbe. Oppure no. Non lo so. Avverto luci e ombre. Ad ogni modo la luce mi ricorda Kaguya.”
Fiethsing sembrava insolitamente preoccupata e insicura. Zero sapeva che se la divinazione era al di la della portata di Fiethsing, a maggior ragione lo era per lei.
“Quindi è questo che fai? Aspetti?” Alla domanda di Zero Fiethsing annuì.
“Sì. Qualunque cosa stia arrivando, lo farà qui. Non c’è possibilità di errore. L’ho sentito nel vento.”
“Capisco. non intendo abbandonarti ma Re Grimm ha richiesto un’udienza con noi.”
“Hmm. farai bene a precedermi allora.”
“Sì, credo sia la cosa migliore. Non possiamo far aspettare il Re”. Fiethsing non aveva sentito il commento di Zero. Si era improvvisamente irrigidita.
“Aspetta.”
“Cosa?”
“E’ qui.” Fiethsing diede uno sguardo preoccupato a Zero. Zero non si aspettava uno scontro ma si preparò comunque, era troppo esperta per sperare in un visitatore amichevole. Se questo viaggiatore era davvero una minaccia, le due lo avrebbero stoppato lì e subito. O almeno avrebbero potuto raccogliere alcune informazioni, pensò Zero.
“Fieth, se si mette male ho bisogno che tu vada avanti ad avvertire il Re. Sei più veloce di quanto non sia io.”
“Beh, solo se chiunque esso sia riuscirà a battere due dei leggendari Sei Saggi.” Disse Fiethsing speranzosa.
Zero non poté far altro che sospirare. Un giorno tutto quell’ottimismo avrebbe fatto uccidere entrambe ma non poteva che essere d’accordo. Fiethsing poteva essere una scansafatiche non c’era nessun’altro che avrebbe desiderato al suo fianco in battaglia al suo posto. Con un’improvvisa raffica di vento, una fenditura nera scintillante apparve nell’aria. Uno spazio tra due mondi, come quello da cui gli chthulhu avevano invaso.
“Fieth ricordati cosa ti ho detto riguardo al Palazzo di Luce.”
“Ah, solo un minuto.” Fiethsing disse in fretta mentre un’ombra emergeva dalla fenditura. Zero si girò per fronteggiare l’ombra, ancora impercettibile, ed estrasse velocemente la sua spada. Centinaia di anni prima aveva iniziato a praticare la scherma come hobby e aveva scoperto che le veniva piuttosto naturale. Dalla fondazione del Palazzo di Luce c’erano stati molti avventurieri spericolati che l’avevano cercata riconoscendola come sacro maestro di spada.
“Te l’ho detto.” Sospirò Fiethsing. “Aspetta.”
Zero voleva fidarsi di Fiethsing ma la sua era solo prudenza. Non aveva intenzione di colpire a meno che le ombre avessero rappresentato chiaramente una minaccia.
“Zero? E c’è anche Zia Fiethsing! Sono tornata!” disse Kaguya correndo incontro alle due donne sorprese, con alle spalle un’orda di conigli.
“Pensavamo fossi una sorta di demone invasore. La prossima volta annunciati prima, Kaguya.” Zero rimproverò la ragazza, ma dentro di lei era felice di vederla oltre ogni misura.
“Scusa, scusa. Potresti abbassare la spada?” Kaguya indicò con lo sguardo l’arma che Zero teneva ancora ben salda, pronta a colpire qualunque cosa le si fosse avvicinata.
“Giusto. Scusa.” E rimise la spada nel suo fodero. Trattenne a malapena le lacrime realizzando la situazione. Kaguya era sana e salva.
“Kaguya, cosa è successo nell’altro mondo? Sembra che tu non sia tornata sola.”
Fiethsing parlò prendendo nota delle figure dietro di lei che l’avevano seguita attraverso il portale in Apollo. Una era Alice, pensò. Ma c’era un’altra figura, una che non riusciva a riconoscere. Una strana aura avvolgeva quest’altra . Qualcosa di potente.
E alieno.

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“Abbiamo un sacco di problemi ora!” Disse Kaguya. “E’ una storia lunga, ma in pratica c’è questo tipo che ha distrutto l’intero mondo. Ho dovuto portare indietro Alice e Charlotte per scappare.”
“L’intero mon… Questo può aspettare.” Si interruppe Fiethsing. “Conosco Alice, ma Charlotte è una nuova amica. Io sono Fiethsing, quella lì sempre imbronciata è Zero.”
Zero le lanciò un’occhiata indispettita ma aveva di meglio da fare che dare soddisfazione a Fiethsing per i suoi dispetti.
“Io, ah, um, piacere di conoscerti. provengo dal regno di Gloria, sono la terza figlia di…”
“Aspetta, aspetta, ci vorrà troppo tempo, Charlotte. Alice è in pericolo, dobbiamo portarla in un posto dove possa riposare.”
Alice giaceva sulla base di Apollo, ancora senza conoscenza. Il suo corpo era ricoperto da oscure chiazze asimmetriche.
“E’ stata vittima di un potere oscuro” disse Zero dopo aver guardato per un momento la debole Alice. Sapeva che, dopo tutto, qualcosa di simile le sarebbe accaduto. Cosa le era accaduto nell’altro mondo? C’erano molte domande che aveva bisogno di fare a Kaguya più tardi.
“Era peggio prima.” disse Kaguya. “Si è calmata un po’ ora. Le macchie oscure sembrano svanite.”
“Eccellente. Ad ogni modo dobbiamo andare ad incontrare il Re. Non riesco ad immaginare un luogo con erbe e magie curative migliori della capitale del mondo. Kaguya, Charlotte, voi due fareste meglio a venire con noi. Se il vostro racconto è così pericoloso come sembra, anche Grimm dovrebbe ascoltarlo. Fieth, sei d’accordo?”
“Hm? Ah sì. Sì, va bene.”
“Cosa c’è che non va?”
“Non è niente.” Fiethsing aveva un’aria perplessa come se stesse considerando diverse possibilità tutte insieme. Zero era sicura che qualcosa la turbava ma lasciò perdere.
Zero, Kaguya, Fiethsing e Charlotte, con Alice trasportata dal fluttuante Apollo, si fecero strada verso il Palazzo di Luce.

 

Traduzione di Valerio Luzzi, fonte fowtcg.com

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