La Storia di FoW: La maledizione della bara di ghiaccio Pt.2 (Blocco Lapis)

Capitolo 2: L’avventura di Kaguya al Palazzo di Luce

“Zero? Zia Fiethsing! Sono tornata!”

fow-tapete-kaguya

Kaguya riuscì a compiere il suo viaggio extradimensionale che la riportò nel suo mondo. Tirò un sospiro di sollievo quando, emergendo dal varco spazio-temporale sentì il vento soffiare e l’odore familiare della foresta. Non poté far altro che sorridere alla vista dei suoi genitori adottivi, le erano mancati molto, nonostante fosse stata via solo per un paio di settimane. Ad ogni modo, aveva l’impressione che in questo mondo fosse passato molto più tempo.

Aveva portato a casa con sé altre due persone Alice, che aveva intenzione di portare con lei seppur non in quelle condizioni disperate, e Charlotte, che non faceva parte del suo piano. Nonostante ciò, dopo che la timida ragazza aveva aiutato Kaguya, non aveva potuto lasciarla indietro. Insieme a Zero e Fiethsing, le tre ragazze, inclusa Alice ancora incosciente, si fecero strada verso il Palazzo di Luce.

Le cinque stavano in silenzio durante il cammino. C’era un’atmosfera tesa carica di urgenza e aspettativa che fece stringere a Kaguya un nodo alla gola. Guardò indietro verso Charlotte, che la seguiva da vicino. A cosa stava pensando? Stava bene? Aveva perso la propria casa, sarebbe mai riuscita a riaverla? Kaguya scosse la testa. Non era il momento di preoccuparsi per quello che sarebbe potuto accadere.

“C’è sempre una strada” Kaguya sussurrò a se stessa per rassicurarsi.

Mentre si avvicinavano al grande cancello dorato della capitale di questo mondo, Kaguya realizzò che doveva essere passato molto tempo anche senza chiedere conferma a Zero. Aveva visitato il Regno delle Fiabe in passato ma al tempo c’erano ancora molti edifici in costruzione nella città castello. La gente era indaffarata trasportando pietre e legname. Se non lo avesse conosciuto bene, Kaguya avrebbe scambiato quel posto per un altro regno. Le sue mura di liscio alabastro emanavano una tenue luce dorata e, passando attraverso i cancelli esterni, apparvero loro dozzine di umani e fiabe. Erano tutti presi dai loro impegni quotidiani senza prestare troppa attenzione alle cinque viaggiatrici.

c-sdl1-002-mie-220x300

 

“Fiabe ed umani che vivono insieme in una città così grande! E’ fantastico! Charlotte, guarda! Lo vedi quello?” Kaguya spinse la sua guancia contro quella di Charlotte indicando un ragazzo. Sembrava senza dubbio un umano ma c’era qualcosa di decisamente insolito in lui. Sorrideva con un’allegria surreale. Spostava i suoi capelli rosso scuri dal suo viso mentre era intento a contare qualcosa che inseriva poi in una borsa che portava legata in vita. Biglie? Né Kaguya né Charlotte erano riuscite a capirlo.

“Wow e passato un sacco di tempo eh? Il Palazzo di Luce era molto diverso l’ultima volta che sono stato qui. Grimm ha fatto davvero un ottimo lavoro nel mettere in ordine questo posto. Ahahahah!”

“Re Grimm.” sottolineò Zero. “Saranno almeno… vent’anni da quando ci siamo visti l’ultima volta.” Kaguya pensò che in quel lungo lasso di tempo Zero fosse rimasta rigida come era sempre stata. Nemmeno il tempo l’aveva aiutata a rilassarsi.

“Mi ricorda la vivacità di Gloria… Vorrei che mio fratello e mia sorella potessero vederlo…” Zero e Fiethsing si girarono a guardare Charlotte, l’enorme tristezza mentre pronunciava queste parole era più che evidente. Fiethsing si schiarì la voce per richiamare l’attenzione del gruppo.

“Perché voi due non fate un giro per il mercato? Io porterò Alice dai guaritori a palazzo e Zero incontrerà il Re. Raggiungeteci quando avrete finito. Non dovrebbe essere difficile, avvicinatevi al palazzo e chiedete alle guardie.”

“Hmmmm.” Kaguya si portò un dito alla tempia. “Anche io ho alcune cose di cui discutere con Re Grimm, vi raggiungerò tra poco. Okay! Charlotte, andiamo!”

“O-okay!” Rispose Charlotte sorpresa. Kaguya la prese per mano trascinandola tra la folla e Charlotte arrossì.

“D’accordo Fieth, andiamo.”

“Ah, veramente pensavo di dare un occhio al mercato anche io.” Fiethsing si stava lentamente avviando verso i vari mercanti come se Zero non l’avrebbe notata se si fosse mossa abbastanza silenziosamente.

“No.” Zero le lanciò un’occhiataccia.

“Tze. Guastafeste” Fiethsing schioccò la lingua.

“D’accordo Charlotte, andiamo prima di la!”

“La dove?”

“Qui, laggiù, dappertutto! Non mi preoccupo di questi dettagli! Sembra tutto così divertente, ahahah!”

“Capisco, è un modo davvero interessante di vedere le cose, Kaguya.” Charlotte fece un lieve sorriso, la sua mano ancora stretta in quella di Kaguya.

Mentre le due scorrazzavano tra i carri dei mercanti, qualcosa di insolito catturò la loro attenzione. Un piccolo gatto, in piedi proprio come un umano. Nonostante fosse in piedi la piccola creatura arrivava a malapena alla vita delle due ragazzine. Oltre ciò, lo strano animale indossava un paio di stivali di pelle spessa. Kaguya scosse la testa alla sua vista. Di sicuro non doveva essere facile per lui girare con quei calzari, pensò.

d485dce5b14fbf1b361b3ea41ee0de62-220x300

Non ho mai visto un gatto così… eccentrico” Ridacchiò Charlotte.

Le due imboccarono un’altra strada, giungendo ad una pasticceria. Stranamente, sembrava che lo stesso edificio fosse fatto di caramelle e pan di zenzero, risplendeva come una glassa dolce, spiccando tra gli altri palazzi del distretto. Attraverso una delle finestre, le due ragazze potevano scorgere le figure di un bambino e di una bambina con simili fattezze. Capelli biondi, gli stessi occhi, era facile concludere che i due fossero gemelli. Charlotte fece un paio di passi verso il negozio.

“Aspetta Charlotte!” Kaguya la afferrò per il colletto fermandola.

“Eh? Qualcosa non va?”

Anche se erano passati vent’anni, Kaguya riconobbe la pasticceria di Hansel e Gretel. L’abilità di Hansel nel preparare qualsiasi dolciume era impareggiabile, leggendaria. La sua magia fiabesca gli assicurava inoltre una scorta infinita di dolcetti. Il problema era la sua sorellina che mangiava i prodotti confezionati dal fratello per tutto il giorno. Kaguya si chinò verso Charlotte e le sussurrò.

“Questo negozio lo portano avanti fratello e sorella. Il fratello è il pasticcere, prepara ogni cosa e non mangia nulla. La sorella è quella che mangia in continuazione. Si è un po’ ingrassata come puoi vedere. Questo significa che i dolci…”

c-sdl1-007-yua-212x300

“Fanno davvero ingrassare!” Esclamò Charlotte. “Ma non lì mangiamo sempre, uno o due non possono farci male…” Charlotte guardò con desiderio, attraverso la finestra, le caramelle ed i pasticcini che erano all’interno. Dopo un istante Kaguya si unì a lei.

“Hai ragione, uno o due non dovrebbero essere un problema…”

Le loro occhiate affamate vennero interrotte dal suono di un campanile lì vicino.

“Già è così tardi?” esclamò Kaguya. “Dobbiamo andare al castello! Il sole sta già tramontando!”

“Hai ragione, andiamo.” Annuì Charlotte, allontanandosi dalla finestra.

Le due ragazze si avviarono velocemente verso il castello. Avevano appena lasciato la via in cui si trovava il negozio di Hansel e Gretel quando una ragazza dai lunghi capelli e occhi cremisi balzò giù da un tetto in groppa ad un grosso lupo.

e609b09021265ed3c0a7e7fc117b54f9-220x300

“Hehehe. Ciao ragazze. Dove ve ne andate di bello? Non mentite. Hehehe. Mentire è tipico dei ladri dopo tutto. Sarò lieta di condurvi dove avete bisogno di andare.” La ragazza dai capelli bianchi sorrise ampiamente come se stesse per avventarsi su un paio di ignari coniglietti.

Kaguya scrutò la ragazza per un istante. Era sicura che ci fosse qualcosa di insolito in lei. Non si trattava di una fiaba ma ci andava vicino; c’era qualcosa di strano riguardo la sua identità.

“Mi ricorda te, Kaguya” disse Charlotte.

“Eh? Come?” Kaguya saltò stupefatta. Charlotte divenne di un rosso acceso, abbassò lo sguardo e gesticolò con le mani prima di rispondere.

“Beh, sembra come teatrale… selvaggia… impetuosa…” Imbarazzata, Charlotte si coprì la faccia con entrambe le mani.

Kaguya le lanciò un’occhiataccia, disapprovando il paragone, non riusciva a togliersi dalla testa che c’era qualcosa di strano in quella ragazza. Sì mordicchiò il labbro.

“Ok, se riuscirai a portarmi cinque cose allora mi fiderò di te.” Disse assumendo una posa drammatica e indicando la ragazza come se fosse in un’aula di tribunale. “Primo, portami un Ramo Decorato di Horai, poi…”

“E’ impossibile!”

“Già ti arrendi?”

“non posso fare qualcosa di impossibile. Quell’albero non esiste più da millenni. Non mentirò riguardo qualcosa che non si può fare.”

“Mmmmm, va bene.” Disse Kaguya dopo un istante. “Cosa ne dici di portarci al palazzo reale?”

“Questo è un gioco da ragazzi. Nessuna menzogna, ehehe”

Kaguya e Charlotte seguirono la ragazza attraverso le strade sinuose del regno delle fate. Stranamente, sembrava che stessero passando per le stesse strade più volte senza che la ragazza lo avesse notato.

“Chi sarà questa strana tizia…” Si chiese Kaguya sotto voce.

Fiethsing e Zero erano in attesa nelle stanze di corte. Fiethsing sbatteva il piede al suolo impaziente, le due avevano appena terminato il loro incontro con e si stava facendo notte.

“E’ in ritardo. Ero sicura che Kaguya si sarebbe stufata di girovagare e sarebbe presto arrivata al castello. Deve essere successi qualcosa.”

“Lo sai, non sempre le tue previsioni sono corrette. Sono sicura che sta bene.” Zero era a disagio. Non era la positiva tra le due di solito.

All’improvviso la porta dell’enorme sala si aprì e una ragazza in groppa ad un lupo entrò trasportando Kaguya e Charlotte. Le depose sul pavimento proprio in fronte a Zero e Fiethsing.

“Siamo… siamo arrivate” La voce di Kaguya era confusa, come se stesse per vomitare.

“Cosa è successo?” Zero guardò Kaguya con sospetto. Fiethsing sembrava lievemente sollevata.

“Senti qua.” Kaguya si alzò in piedi togliendosi la polvere di dosso. “Questa tizia è apparsa dal nulla e ci ha offerto un passaggio per il castello. Non ero sicura all’inizio, ma poi come potevo rifiutare? Ahahaha!”

“Non è da te ingannare qualcuno per farsi aiutare.” Zero chiaramente non credeva alla storia di Kaguya.

“E’ vero” Questa ragazza ci è volata addosso da non so dove in groppa ad un lupo e ci ha detto: ‘Il palazzo reale? Ma certo, sarò lieta di accompagnarvi. Ehehehe, non è una bugia.’.”

“E quindi vi ha prese, e poi?”

“Ci siamo perse!” Esclamò Kaguya attenendosi ai fatti.

Zero la guardò con aria di rimprovero mentre Fiethsing sogghignò e applaudì la ragazza

“Faresti meglio a non far attendere ancora il Re. Vai”

Con una piccola spinta indirizzò Kaguya verso la grande scalinata di marmo che conduceva alla sala del trono. Il trono sembrava incarnare al meglio lo splendore dell’intera città, la magnifica sedia era fatta di una lega d’oro ed argento e adornata con drappi di velluto cremisi e intagli complessi.

a1cedd2e2d6e78c3c8220979edf35703-220x300

Grimm era cresciuto parecchio mentre Kaguya si trovava ad Attoractia ed era ormai un uomo adulto. Quando lo aveva visto l’ultima volta, sarebbe potuto essere il suo fratello maggiore, un Re giovane e avventato che si portava dietro la sua voglia di libertà dei sui giorni da avventuriero. L’uomo che le sorrideva davanti sembrava abbastanza grande da essere il padre.

“Kaguya.”

Disse. La sua voce era gentile come al solito ma resa più profonda dall’età.

“Non sei invecchiata di un giorno. Un giorno tu e questi saggi dovrete dirmi come ci riuscite, ahahaha!”

“Sembra che il tempo scorra diversamente negli altri mondi.” Iniziò Kaguya. “Ah, ma non c’è tempo per questo ora!”

Cercò nel suo sacco e tirò fuori un globo verdastro. Emanava una leggera nebbia oscura.

“Ho ritrovato la Terra sull’altro mondo. Sono venuta da te perché speravo che avremmo potuto ripristinarla con l’aiuto di Lumia.”

Grimm singhiozzò prima di rispondere alla ragazza.

“La vedo difficile. Mia sorella è scomparsa da poco ne stavo appunto parlando con Zero e Fiethsing per organizzare un piccolo ma efficiente gruppo di ricerca.”

“Davvero? Dopotutto non possiamo nemmeno salvare la Terra…” Al commento di Kaguya, gli occhi di Grimm sprofondarono; era triste nel vedere la ragazza così abbattuta e preoccupato per sua sorella.

Kaguya aveva pensato che questa avventura estenuante fosse giunta al termine, almeno per il momento. Era giunto il momento in cui Lumia interveniva e sistemava tutto.

“Aspetta qui!” Una voce giunse dall’ingresso mentre la ragazza cavalca lupo si affrettava per su per la scalinata-

“Ah, Lunya, mi sembrava di averti sentito prima.” La faccia di Grimm tornò sorridente.

“Cosa? La conosci?!” Kaguya era esterrefatta. Grimm soffocò una risata.

“So dove si trova Lumia, nessun inganno! Hehehe. Vi potete fidare, ci scommetto la mia vita.”  Gonfiò il petto confidente con un’aria compiaciuta.

Per un momento Kaguya vide Lunya cambiare. Per un istante, sembrava fosse qualcun’altro. No. Non qualcun’altro, la stessa persona ma… diversa in qualche modo. Sembrava come di guardare la stessa persona ma da una diversa angolazione.

Traduzione: Valerio Luzzi Fonte: fowtcg.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *