La Storia di FoW: La maledizione della bara di ghiaccio Pt.4 (Blocco Lapis)

Capitolo 4: La ragazza bugiarda

 

Non ho memoria di dove io sia nata o di chi mi abbia cresciuta.

Il ricordo più vecchio che ho sono io che guardo il cielo stellato e che penso a come sono arrivata lì. Le luci della notte danzavano nel cielo senza nubi, rosse, blu, viola, scintillavano fredde e distanti.
Ma non ero felice.
Ero terrorizzata. Me ne stavo a scrutare il cielo alla ricerca disperata di qualcosa. Ma cos’era che stavo cercando? Ero sicura che ci fosse qualcosa, ci doveva essere. Sapevo che era importante, qualcosa mancava nel cielo.
“Dov’è? Che cosa sto cercando? Non è qui!”
Non l’avrei riconosciuta se l’avessi vista.
Soffiava una gelida brezza. Mi sentii rannicchiarmi, come per ritirarmi in uno spazio invisibile. Sentivo un buco che veniva scavato nel mio petto, ho provato a toccarlo per scoprire che in realtà non c’era alcun buco, ma la sensazione rimaneva. Sembrava peggiorare col passare del tempo. Lacrime scorrevano liberamente sul mio viso, pungendo i miei occhi.
“Perché non era lì?”
Solo, non ricordavo chi o cosa fosse.

 

“D’accordo, muoviamoci!”

Lunya si rivolse agli altri, aveva promesso di condurle da Lumia. Nonostante sembrassero riluttanti a fidarsi della ragazza lupo, non avevano altra scelta e Lunya non sembrava percepire la loro sfiducia, avanzava felicemente con un ampio sorriso sulla faccia.

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Gli altri si scambiavano sguardi dubbiosi mentre si dirigevano verso il passo a nord che li avrebbe portati tra le montagne.

“Credo ancora che questa non sia una buona idea.” Borbottò Kaguya.

“Io… penso che stia dicendo la verità.” Disse Charlotte.

“Mi chiedo se ci stia dicendo tutta la verità.” Disse Zero.

Milium e Fiethsing non dissero nulla, entrambi sembravano persi nei propri pensieri. Di sicuro, Lunya non si trovava con Lumia quando quest’ultima aveva trovato la strana pietra magica. Qualunque circostanza l’avesse costretta ad affidare la pietra a Lunya era ancora sconosciuta, persino alla ragazza lupo. Lunya stava dormendo nella pianura erbosa sotto il calore del sole, quando il famiglio della donna le aveva portato la pietra ed un messaggio che spiegava solo vagamente la situazione.

La pietra è per mio nipote. Io sono intrappolata in una caldera ghiacciata tra le montagne del nord.

Questo era tutto ciò che era stato scritto in fretta e furia su un pezzo di pergamena stracciato.

“Tch. Ancora non si fida abbastanza di me per spiegarmi tutto.”

Circa un mese dopo che la magia millenaria aveva cambiato il mondo, Lumia aveva trovato Lunya, affamata e infreddolita, mentre una notte era uscita a cavalcare. Lumia sembrava aver riconosciuto la ragazza immediatamente e, mentre Lunya era sicura di non averla mai vista prima, la chiamò per nome senza indugio.

“Hehehe. Di sicuro è stato molto tempo fa.”

Sogghignò Lunya. Quelli erano stati giorni duri. Si era fatta degli amici e dei ricordi da allora, una vita era cresciuta laddove prima non c’era. Si sentì come se stesse pian piano ricordando qualcosa che aveva dimenticato col tempo, come se si stesse svegliando da un sogno o crescendo lentamente in un paio di stivali troppo larghi.

Mentire per omissione era diventata una cattiva abitudine per Lunya, lo trovava divertente e insieme preoccupante. Aveva portato tutti a credere che sapesse esattamente dove si trovava Lumia, quando in realtà sapeva molto poco. Era stata costretta a farlo, poiché avrebbe sicuramente avuto bisogno di aiuto per salvare la sua amica.

C’era di più, un legame magico era nato dall’amicizia tra le due donne, durante gli anni passati a viaggiare insieme. Era debole, ma abbastanza forte da convicere Lunya che il messaggio di Lumia fosse autentico.

“Credo che ciò voglia dire che sapremo sempre come trovarci a vicenda. Eh Ragazza Rossa?”

Aveva detto Lumia quando avevano scoperto il loro legame.

Ragazza Rossa? Lunya aveva riflettuto su questo nome. Non c’era nulla di rosso in lei.

“Cosa voleva dire Lumia?”, pensò la ragazza lupo.

Zero  affrettò il passo per raggiungere Lunya.

“Milium, Charlotte ed io continueremo a viaggiare con te per salvare Lady Lumia. Fiethsing e Kaguya, invece, hanno un altro compito che le attende.”

“Eheheh. Già ci dividiamo eh? Bene, non è un mio problema.”

Improvvisamente, Charlotte iniziò a parlare.

“Non credo che riusciremmo a fermare la Signorina Fiethsing anche se volessimo. Lei è come il vento, andrà indipendentemente dal fatto che noi lo vogliamo o meno. Penso che quattro persone siano abbastanza in ogni caso, abbiamo una guida dopotutto.” Fissò Lunya per un momento e arrossì.

Zero lanciò uno sguardo sospettoso a Lunya.

“Cos’è quello sguardo, huh? Non c’è nulla di cui sospettare in me! Cavalcheremo dei grossi lupi attraverso le montagne, andrà tutto bene! Sarà come fare un’escursione, tipo una vacanza, davvero. Eheheh.”

“Dire continuamente che non sei sospetta è esattamente il motivo per cui lo sei.”

Disse Zero. Lunya  era felice che Kaguya se ne sarebbe andata con Fiethsing. C’era qualcosa in lei di sgradevole, inquietante. Sembrava certo che Kaguya provasse lo stesso nei suoi confronti , in più era oltremodo protettiva nei confronti di Charlotte, ogni volta che la ragazzina bionda provava ad avvicinarsi a Lunya per parlare, Kaguya la portava via.

“Lunya? Il cammino si biforca più avanti. Che strada prendiamo?” la voce di Zero riportò Lunya alla realtà e fuori dai suoi pensieri.

“Ah, per di qua! Nessuna bugia, eheheh.”

Mentre il gruppo attraversava le pianure del nord e le fredde montagne crescevano all’orizzonte, l’immagine di Lumia nella mente di Lunya si faceva più nitida. Poteva vedere l’imponente massa di ghiaccio che la intrappolava, il cratere ricoperto di neve e una sorta di ombra in agguato dietro la prigione di ghiaccio. Era chiaro ora che era stata catturata, ma da chi o cosa era ancora da scoprire.

“Quale è di preciso il vostro rapporto con Lady Lumia?”

Chiese Zero

“E’ una lunga storia, non prendertela con me se ti annoi, eheheh. La verità è che siamo sorelle separate da molto tempo. Sono nata con una terribile malattia che mi fa trasformare in un lupo la notte, quindi sono stata abbando…”, prima ancora di averlo realizzato, Lunya aveva detto una bugia. Si morse il labbro e imprecò sotto voce.

“Capisco… Beh se riesci a guidarci dove dobbiamo andare, credo che ciò non importi. Contiamo su di te.” Un paio di passi indietro, Milium lanciò a Lunya un sorriso rassicurante.

 

Fiethsing e Kaguya, alla fine, partirono per il loro altro compito, e gli altri, alle prime luci del giorno, in groppa a dei grossi lupi richiamati da Lunya, si addentrarono tra le montagne.

Man mano che avanzavano, tutto diventava più freddo…C’era qualcosa di insolito. Il freddo le pungeva gli occhi e le mordeva la pelle come avrebbero fatto degli insetti.

“Maestra.” Disse Millium. “Questo freddo…”

“Lo so, Milium.”

“Deve essere qualche tipo di magia, vero?” Concluse Charlotte.

Lunya non aveva ancora considerato questa possibilità. Era troppo distratta dalla bassa temperatura, anche con le pellicce che gli avevano dato i pastori, sembrava che non stessero indossando alcunché.

I quattro continuarono attraverso il clima ostile. Davanti a loro il cammino si restringeva tra due larghe formazioni rocciose. A distanza, un’ombra si muoveva tra i cumuli di neve.

“Cos’è quello?” Chiese Milium.

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“Ah… Sarebbe davvero un problema se venissimo catturati da quello lì!” Rispose Lunya. Quando aprì la bocca, l’aria gelida riempì i suoi polmoni e le bruciò in gola, si dovette concentrare per non tossire. Aveva sentito degli antichi guardiani che si aggiravano tra le montagne, ma non ne aveva mai visto uno.

“Sembra che ci abbia visti. Me ne occupo io.”

Zero si mosse prima che qualcuno potesse persino rispondere. In un istante era di fronte all’automa e fece una mossa per tagliarlo in due con la sua spada ma il robot non era l’unica cosa che li stava aspettando. Appena Zero ebbe tagliato il costrutto in due, un lampo blu si scagliò verso di lei dagli accumuli di neve circostanti. La scarica luminosa colpì Zero, racchiudendo i suoi arti in uno spesso strato di ghiaccio.

“Dannazione.” Disse Zero.

“Maestra!” Urlò Milium spaventato.

“Tranquillo, sto bene! State indietro. State pronti!” La voce di Zero era provata, il ghiaccio le stava facendo male. I vincoli azzurro lucidi erano macchiati da sangue.

“Vi ho trovati, piccoli ratti. E’ tempo di prendermi cura di voi.” La strana voce veniva dall’alto. Uno strano piccolo demone dalla ruvida pelle rossa e con indumenti ornati, svolazzava in cerchio sopra di loro.

“E quindi siete arrivati…Dovete essere molto impazienti di morire. Vieni, Astaroth!”

“Nyah, è ora di farla finita con questi tipi da quattro soldi, eh Mercurius? Solo ah, non usare troppo il mio potere, ok capo?”

“Stai zitto, Astaroth.”

“D’accordo, capo.”

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Lo strano demone chiamato Astaroth si trasformò in una pietra magica con un lampo di luce e si agganciò all’arma di Mercurius.

“Sembra che abbiamo trovato chi ha rapito Lady Lumia. State attenti, la sua magia è strana.”

Zero era riuscita a liberarsi dal ghiaccio ma non senza un notevole sforzo. Le sue caviglie ed i suoi polsi erano graffiati e grondavano sangue, corse indietro verso gli altri mentre recitava un canto di guarigione. La magia che l’aveva colpita era dello stesso tipo di quella che aveva avvertito quando Milium aveva toccato la misteriosa pietra al Palazzo di Luce…non era di questo mondo.

“Milium, Charlotte, state concentrati sul combattimento.” Zero cerco di calmarli.

“S…Sì!”

“Ok, Maestra!”

Mercurius alzò in aria la sua arma e Zero preparò un contro-canto.

“Morite.”

Disse Mercurius con calma.

“Non riesco a colpirle!” Disse Lunya.

“E’ tutto ok! State vicini a me” urlò Charlotte.

Richiamando il potere del sacro spirito, Charlotte formò una cupola protettiva attorno a sé e ai suoi amici. Riuscì a deflettere le lance di ghiaccio per un po’, ma il ritmo incessante di esse iniziava a indebolire la magia difensiva.

Nonostante il pericolo, la mente di Lunya era rapita da qualcos’altro. Oltre le punte di ghiaccio c’era qualcosa nel cielo. Poteva a malapena distinguerlo ma splendeva chiaramente. Era lì. Quello che aveva ricercato nel cielo si stava mostrando in maniera così ovvia e semplice, quasi con scherno verso tutti gli anni che Lunya aveva passato a cercarla durante le notti. Quale era il suo nome? Era così vicina ora, il ricordo martellava la sua testa cercando di liberarsi.

La Luna.

Ecco cosa era, la luna. Lunya riuscì a riconoscere la magia di quella mocciosa di Kaguya  Alla fine, riconobbe la grande menzogna. La menzogna che si era raccontata per anni. La menzogna della sua vita umana.

“Lunya, guarda!” Gridò Milium mentre una delle lance forava la barriera.

Ma perché? Pensò Lunya. Non c’era alcun pericolo lì. Il potere scarlatto che pulsava nelle sue vene, che infuocava le punte delle sue dita, poteva facilmente contrastare questa magia. La fermò in un istante. Con appena un pensiero, l’aura rossa si materializzò in tentacoli che sferzarono via le lance di ghiaccio riducendole in polvere.

“Lumia, ti salverò proprio ora…Eheheh, nessuna bugia…”

“Quella forma… non può essere…” La voce di Zero era spaventata. L’aspetto di Lunya era mutato, ritornato quello di una ragazza dal cappuccio rosso che Zero conosceva fin troppo bene.

Nyarlathotep schioccò le dita e un varco tra le dimensioni si aprì. Una forte corrente d’aria investì il gruppo. Mentre Mercurius preparava un secondo attacco, una massa di orride creature emergeva dal varco incrinando e azzannando il ghiaccio magico che rimaneva.

“Non preoccupatevi, questa volta ho davvero intenzione di aiutare. Eheheh, benvenuti a R’lyeh.”

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[Traduzione di Valerio Luzzi, fonte: fowtcg.com]

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