La Storia di Fow: La maledizione della Bara di Ghiaccio Pt. 5 (Blocco Lapis)

Capitolo 5: La premonizione di Fiethsing

“Quel potere… è uguale al suo… quello che ha distrutto la mia casa… Lapis”.

Quelle parole risuonavano continuamente nella mente di Fiethsing mentre lei e  Kaguya, procedevano. Non era stato semplice convincere Zero a lasciarle andare da sole, ma era importante secondo lei che Kaguya incontrasse gli altri Saggi, perchè aveva davvero un brutto, bruttissimo presentimento.

“Io? Ma non li ho mai visti prima d’ora.” Protestò Kaguya quando le sentì chiacchierare.

Fiethsing sapeva quella non era proprio la verità, ma neanche una menzogna. Kaguya li aveva già incontrati prima, ma nella sua vita precedente. Era giunto il momento secondo l’elfa, che lei si ricordasse della sua incarnazione per raggiungere il suo pieno potenziale e, incontrarsi con gli altri Saggi poteva rappresentare un punto di svolta in tal senso. Nemmeno Zero poteva negarlo.

“Sei sicura che se la caveranno? Sono preoccupata per Charlotte.”

Disse Kaguya con tono preoccupato, pensando agli altri.

“Dobbiamo avere fiducia in loro. C’è Zero con lei quindi sono certa che sarà al sicuro, e comunque lei è troppo orgogliosa, non permetterà mai che succeda qualcosa di male per poi doverci chiamare!” Scherzò Fiethsing.

“Beh… ok.” Kaguya sembrava quasi sentirsi in colpa per aver lasciato la sua nuova amica.

“Ad ogni modo il nostro viaggio si preannuncia molto più pericoloso.” Disse Fiethsing. Kaguya per poco non soffocò per la sorpresa. Passò un po’ di tempo a tossire prima di riprendersi.

“Cosa?” ansimò alla fine.

Kaguya non aveva mai visto la foresta occidentale prima di allora, ma poteva avvertire l’innaturale oscurità che avvolgeva il posto. Una fitta nebbia avvolgeva l’aria e sembrava formare delle figure che l’avrebbero agguantata da un momento all’altro. Il suolo era ricoperto di fango e foglie umide e l’unica forma di vita che sembrava crescervi erano dei grandi funghi pallidi disseminati sul terreno.

Fiethsing non aveva detto nulla da quando le due erano entrate nella foresta. Kaguya la guardava  preoccupata ma non diceva nulla a sua volta. Il silenzio era calato tra le due.

“Abbiamo un ospite. Ci sta seguendo da quando ci siamo divise dalle altre.” Disse infine Fiethsing.

“Un ospite?” Kaguya guardò in alto confusa.

“Se ne sta nascosto, ma il vento mi ha rivelato la sua presenza.” Fiethsing si fermò .

“La tua magia non può nasconderti, creatura! Grande Onda Sacra del Sigillo!”

Una luce verde si scagliò da Fiethsing e attraversò l’area circostante. Poco lontano dalle due, l’onda sembrò piegarsi attorno a qualcosa di invisibile. Il flusso magico rimosse qualunque magia stesse nascondendo il loro inseguitore.

L’uomo apparve tutto d’un colpo. La sua pelle era pallida e i suoi capelli grigi, i suoi occhi risplendevano di un intensa e sinistra luce cremisi. Sembrava in un qualche modo sia giovane che vecchio, come se la sua esistenza si fosse estesa attraverso più vite. Un lieve sorriso rivelava denti affilati da entrambi i lati della sua bocca, un vampiro.

“Impressionante…vi siete accorte di me.”

“Essere invisibile non ti rende intangibile. Per il vento sei visibile come qualsiasi altra cosa. Chi sei?”

“Io sono Mikage Sejuro” il vampiro si presentò con un inchino, si rivolse alle due con naturalezza, quasi come se fossero ospiti in casa sua.

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“Mai sentito. C’erano dei vampiri tempo fa in queste terre ma non erano di questo mondo e sono stati sigillati. Devo presupporre che nemmeno tu appartieni a questo mondo?”

“Una supposizione ragionevole. ma vedo che c’è altro che vuoi chiedermi vero? Amico o nemico?”

“Cosa? E’ ovvio che sei un nemico!” Kaguya rispose in fretta urlando, Fiethsing le fece segno di restare ferma ed in silenzio.

“Abbiamo bisogno di informazioni, non di combattere.” L’elfa sussurrò alla ragazza e poi si rivolse di nuovo a Mikage Sejuro. “Non credo davvero che tu sia un alleato ma sembra che nemmeno tu sia in cerca di uno scontro. Stai aspettando qualcosa?”

“Terribilmente perspicace. Di persone acute come te ne passa una ogni cento anni da queste parti.”

“Preferirei facessi una ogni mille anni. Cosa stai facendo in questo mondo?”

“Cosa farai se te lo dico?”

“Credo che dipenderà dalla tua risposta” Sogghignò Fiethsing.

“Padre, posso ucciderli ora?” Una voce più giovane, confidente come quella del padre provenne dalle spalle di Sejuro. Una piccola ragazza, non più alta di Kaguya, emerse dall’ombra del padre.

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“Shara?” Domandò Sejuro, facendo intendere che la ragazza non si trovava lì fino a poco prima. “A dire il vero è un po’ che non ti lascio divertire. Suppongo che non ci sia niente di male.”

“Grazie padre”

Shara si sgranchì le braccia. “Mi sento un po’ anemica. Quindi adesso voi mi darete un po’ di sangue!”  Con un sorriso sadico, si morse il pollice e una singola, pallida goccia di sangue cadde sul terreno umido. Immediatamente una enorme creatura infuriata si materializzò tra la nebbia nel punto esatto dove il sangue era caduto.

“Magia di evocazione.” Osservò Fiethsing.

“Oni! Prendili!” Comandò Shara, e la creatura chiamata Oni caricò versò Fiethsing e Kaguya con un grido furioso.

“Waaah! Cos’è quello? E’ così raccapricciante!” Esclamò Kaguya. Fiethsing si girò a guardarla.

“Penso che sia carino a modo suo. Ma suppongo tu sia ancora troppo giovane per apprezzare queste cose. D’accordo, è da un po’ che non combatto quindi penso che partirò dalle basi. Abbiamo una strana nebbia insanguinata che ha evocato un grande Oni, che fai Kaguya?”

“Me la do a gambe!”

“Cosa? Non lasciarmi qui!” gridò Fiethsing.

“E va bene… cosa ne dici di, uh, sconfiggere l’Oni?”

“Credi davvero di riuscire a sopraffare quel gigante?”

“Allora… deve trattarsi della nebbia giusto?” Kaguya puntò il dito oltre la creatura in direzione della scia di nebbia che collegava l’Oni al punto in cui era comparso, proprio di fronte a Shara.

“Corretto! La magia di evocazione è molto complicata quindi molte persone utilizzano una sorta di canalizzazione, dobbiamo solo reciderla.”

Fiethsing congiunse i palmi delle sue mani e poi distese un braccio in avanti. Un flusso di vento a spirale si sprigionò da esso sorpassando l’Oni e travolgendo la scia di nebbia soffiandola via. L’effetto fu immediato, la creatura evocata svanì insieme alla nebbia cremisi.

“I vampiri potranno essere immortali ma sei ancora una ragazzina in termini di arti magiche.” provocò Fiethsing.

“Cosa? Perché non provi a ripeterlo una volta che sarai morta!” Gridò Shara furiosa. Si gettò in avanti, planando velocemente attraverso l’aria per colpire Fiethsing.

“Basta così Shara!” Un’altra voce femminile giunse dalle sue spalle. Una vampira più adulta era apparsa quando nessuno stava guardando. I suoi capelli erano più scuri di quelli di Shara ma aveva gli stessi occhi rosso sangue.

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“Ma!” Shara iniziò a protestare.

“Non puoi vincere contro quella donna.”

“Molto bene, sorella.” Disse Shara in maniera acida e tornò al fianco di Sejuro. Fiethsing pensò che doveva essere la più giovane se prendeva ordini dall’altra ragazza. All’improvviso a Fiethsing venne in mente Zero, era il Saggio più giovane, ma era molto più forte di questa ragazza, la maga elfica sospirò.

“Avrei davvero dovuto dirle di più prima di partire…” Fiethsing fece una breve pausa. “Kaguya?”

“Huh?”

Puoi colpirle ora. Ha provato a colpire noi quindi è corretto.” Fiethsing fece un sorrisetto alla ragazza. In verità Fiethsing non si aspettava uno scontro, Sejuro aveva lasciato attaccare Shara per testare le loro abilità, ora era il loro turno.

“Wahahaha! Era ora!” Kaguya si sfregò le mani.

“Potere della luna fantasma!” Kaguya sollevò la sua staffa in cielo e all’improvviso una gigante Luna splendente apparve in cielo. Così come il sangue per Shara, la Luna era il catalizzatore di Kaguya. Un po’ più difficile sbarazzarsene rispetto a quello della ragazza vampira, pensò Fiethsing compiaciuta. La luce pallida dell’imponente sfera penetrava attraversò l’oscurità permeata nella foresta illuminando chiaramente i vampiri.

“Prendete questo! Super raggio lunare!”

Dalla Luna illusoria piovvero dozzine di strali di luce che esplodevano magicamente all’impatto col terreno.

“Non è nemmeno un raggio!” Protestò Shara.”

“Shara, Rinka, venite quì, veloci!” Disse Sejuro severamente, interrompendo la sua espressione calma per un momento. Le due figlie si rifugiarono nella sua ombra e i tre svanirono in una sagoma sul terreno. La sagoma cercò di evitare il bombardamento ma fu colpita da uno dei tanti raggi che cadevano dal cielo. Dopo un istante la magia ebbe fine e i tre riemersero dal terreno. Era chiaro che ne erano usciti danneggiati. Non mortalmente ma abbastanza affinché si potesse notare. Ad ogni modo le loro ferite sembravano guarire da sole senza alcuna traccia di magia.

“Cosa? Non è giusto!” Disse Kaguya imbronciata.

“Bene, credo che abbiamo entrambi fatto una stima adeguata dell’altro, almeno per il momento” Fiethsing sorrise a Sejuro.

“Cosa?!” Esclamò Kaguya.

“Suppongo tu abbia ragione.” Sejuro sorrise astutamente.

“Cosa?!” Shara fece eco a Kaguya.

“Bene allora.” Sejuro diede le spalle alle due. “Penso sia ora che ce ne andiamo. Mi aspetto che presto ci incontreremo di nuovo.” Con queste parole, il vampiro e le due figlie tornarono nell’ombra e scomparvero.

“Cosa diavolo è appena successo?” urlò Kaguya.

“Ahah, non lo so nemmeno io con certezza.” Fiethsing alzò le spalle. “Ma non credo sia nostro nemico. Almeno per il momento.”

“Huh? Perché?” Chiese Kaguya mentre la luce della Luna fantasma ancora si riversava dal cielo.

“Quale sorta di nemico spreca tempo lasciando che il suo avversario testi i suoi poteri?” Quando pensi di avere di fronte un nemico, vuoi colpire con tutte le tue forze, no?”

“Capisco… credo tu abbia ragione.” Balbettò Kaguya, visibilmente ancora pensierosa riguardo il loro incontro.

“Kaguya.” Fiethsing fece un respiro profondo. “Le cose si faranno sempre più serie da qui in avanti.”

“Non ti sembrano già abbastanza serie?”

“Era di sicuro qualcosa di particolare ma è solo l’inizio.”

“Bleh, mi stanco solo a pensarci.” disse Kaguya.

Fiethsing stava per rispondere ma fu interrotta da un suono orribile che squarciò il cielo, sembrava echeggiare da ogni angolo del mondo. Il rumore era quasi indescrivibile, sembrava come un grido profondo, ma aveva una consistenza, era palpabile. La Luna illusoria di Kaguya ed il cielo intorno tremarono, collassando verso l’interno su sé stessi formando uno squarcio dimensionale. Una corrente d’aria proveniva dal vuoto che si era improvvisamente creato. Infine il rumore sembrò attenuarsi ma la sensazione non svanì del tutto. Dal varco emersero dozzine, se non centinaia, di vascelli volanti alieni ciascuno largo abbastanza da poter ospitare una piccola città.

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“Cos…Cos’è quello?” Kaguya rimase di pietra, l’immenso potere che si stava liberando dal varco la stava travolgendo.

“Non lo so…” Rispose Fiethsing, anche lei scioccata. “Ma scommetto che questo è il momento in cui le cose si fanno davvero serie.”

[Traduzione di Valerio Luzzi, Fonte: fowtcg.com]

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