La Storia di Fow: L’eredità Perduta Parte 4

Capitolo 4: L’attacco di Valentina.

“E ‘stato … bello.”
Charlotte borbottò, ripiegando i suoi vestiti. Aveva appena finito di fare un lungo e caldo bagno. Grazie all’insistenza incessante di Luny-, no, di Nyarlathotep, le donne del gruppo, ad esclusione di Alice che era ancora convalescente, avevano speso una discreta quantità di tempo in relax nelle sfarzose sale da bagno che il Palazzo di Luce offriva.
“Hehehe, sapevo che un bagno sarebbe stata la cosa migliore! Non è una bugia”
Proclamò Nyarlathotep con orgoglio, mentre anche lei usciva dalla spogliatoio con i capelli in disordine e ancora umidi. Da quando aveva sperimentato il potere della luna terrestre sprigionato dall’oggetto purificato che Kaguya e Charlotte avevano recuperato da Lapis, Nyarlathotep era rimasta mentre il guscio Lunya era scomparso. Somigliava e parlava come la favola che un tempo aveva interpretato, Cappuccetto Rosso, segno di un interesse ancora attuale per quella vecchia vita, forse; La sua personalità, tuttavia, sembrava molto simile a quella di Lunya, a casua del tempo trascorso nelle sue vesti. Infatti, se le due non avessero avuto sembianze così diverse si avrebbe avuto difficoltà a distinguerle.

“Ehi, serva!”
Nyarlathotep si rivolse ad una cameriera che camminava per il corridoio.
“Prendimi qualcosa da bere! Fai in fretta e ti prometto che non mi arrabbierò, hehehe. Non è una bugia”

Fece un largo sorriso a trentadue denti, mostrando le sue zanne affilate da lupo. Senza un attimo di esitazione la povera serva corse via lungo il corridoio.
“Ehhh …” gemette Lumia, che aveva appena terminato il bagno anche lei.

“Potresti evitare di infastidire il personale del Palazzo Di Luce? Fanno già abbastanza fatica ad avere a che fare con te”.
“Oh, andiamo, piccola principessa, cosa c’è di male a divertirsi? Dovresti provare qualche volta, potresti scoprire che ti piace. Hehehe. Non è una bugia!”
Si voltò, guardando Lumia in faccia con un sorriso simile a quello che aveva rivolto alla cameriera.
“Sai … è davvero difficile credere a qualsiasi cosa tu dica quando finisci sempre con ‘Non è una bugia’.” Lumia si fermò per un istante. “E smettila di chiamarmi ‘principessa’. Mio fratello è il Re, ora. “
“Piccola Lady, allora.” Nyarlathotep si corresse, mostrando ancora il suo sorriso affilato.
“Meh …forse questo suona peggio…” sospirò Lumia. Nyarlathotep lanciò a Charlotte uno sguardo compiaciuto e la ragazza di Attoractia soffocò una risata.
Il momento fu interrotto da una strana ondata magica. Come una scossa di terremoto, fece vacillare le tre ragazze che si sentirono come svenire e per un attimo, fecero fatica a rimanere in piedi.

C-cosa … è stato?” Disse Charlotte.
“Euch! Mi sento come se avessi bisogno di un altro bagno. Non è una bugia “. Piagnucolò Nyarlathotep.

Senza perdere tempo, Lumia si precipitò a una finestra e allungando il collo guardò fuori.
Il cielo era scomparso, nascosto da una sorta di strana cupola vorticosa che aveva avvolto il Palazzo di Luce nella sua interezza, tagliandolo fuori dal resto del mondo. Il mondo all’interno della cupola era strano, innaturale. La pioggia stava scrosciando fuori, ma le gocce andavano all’insù, impattando e scomparendo sulla parte superiore della cupola d’ombra. Strani alberi erano spuntati fuori dal terreno in punti improbabili, alcuni con le loro radici attaccate giusto fuori dal terreno.

“Ma che diavolo…” Lumia mormorò, prima di essere interrotta da una voce tonante che echeggiò attraverso ogni sala del castello. Era così forte da scuotere le fondamenta della struttura.
“Siete pregati di mantenere la calma. Per motivi di sicurezza, siete invitati a procedere verso sala del trono, mentre gestiamo questa situazione”
La voce di Grimm risuonò magicamente in tutto il castello, rassicurando il personale in preda al panico e chiunque altro avesse avuto la sfortuna di essere intrappolato all’interno della strana barriera.
Grimm sbucò rapidamente da dietro un angolo inciampando, chiaramente influenzato dalla stessa magia che stava colpendo gli altri, si aggrappò alla parete mentre lottava per mantenere il proprio equilibrio.
“Fratello?” Disse Lumia alla vista del Re. “Cosa sta succedendo?”
“Non lo so.” Rispose Grimm, tentando invano di tenersi in piedi. “Ma abbiamo bisogno di tenere tutti calmi. La gente del palazzo è spaventata”
“Questa è la magia di Moojdart.”
Disse Zero, camminando nel corridoio senza alcuna difficoltà. “Il che significa che Fieth non l’ha raggiunta in tempo e qualcun altro è arrivato prima di lei.” Continuò Zero arrabbiata. “Onestamente, quella donna …”
“Moojdart?” Chiese Grimm. “Il Saggio? Ma come…?”
“Qualcun altro deve averla trovata sotto forma di pietra e svegliata dominando la sua volontà e prendendo il sopravvento su di lei con la propria. Moojdart sarà anche… eccentrica, ma non mai attaccherebbe mai nessuno.”
Assicurò Zero. Sapeva che Moojdart era un tipo strano, certamente inclini a insoliti scherzi, ma c’era senza dubbio del rancore dietro a quel maleficio.


“Ah ah ah! Ti ho trovata Alice ~. “
Una voce sconosciuta a tutti risuonò nella mente di coloro che erano riuniti nella sala. A differenza della voce di Grimm, che è stata magicamente resa più forte, questa voce non produceva alcun suono, piuttosto era più come un pensiero intrusivo che si insinuava nella mente di chiunque si trovasse nelle vicinanze. Era impossibile definire l’esatta origine della fonte, anche se chiunque fosse aveva certamente rivelato il suo obiettivo.

“Sono qui per Alice!” Esclamò Charlotte, facendo del suo meglio per sostenere se stessa mentre Nyarlathotep si mosse per aiutarla.
“Mi accerterò che Alice stia bene, sono l’unica in grado di sopportare la magia di Moojdart” Disse Zero.
“Non posso lasciarti andare sola” disse Grimm, ancora aggrappato a una parete mentre cercava di rialzarsi e raggiungere la sua spada.
“Fratello …” Iniziò Lumia. “Riesci a malapena a stare in piedi. Nessuno di noi può, Zero è l’unica a non essere colpita, dobbiamo lasciarla andare. “ Lumia aveva a malapena finito quando Zero partì come un fulmine verso l’infermeria.
Alice era in stato di incoscienza da quando Kaguya e Charlotte la avevano riportata da Attoractia. Chi poteva avercela con lei? Era Lapis? Non riusciva a pensare a nessun altro che potesse volere nulla da Alice, soprattutto quando la ragazza non era in grado di combattere.

Ad ogni modo, non fu Lapis a bloccare la strada di Zero verso la stanza di Alice mentre si precipitava giù per le scale verso l’infermeria, fu invece una bambina adornata in abiti piuttosto decadenti. Un vestito bianco più grande della sua taglia pieno di fronzoli e dettagli inutili.


“E’ un vero peccato, davvero.” Disse la piccola ragazza con un sottile sorriso sul suo viso mentre i suoi occhi erano socchiusi come quelli un serpente. Iniziò a camminare con calma verso Zero, senza subire l’effetto della barriera.
“Per quanto mi dispiaccia ammetterlo, sto iniziando ad abituarmi al corpo di questo topo … in un certo senso…”

Zero fece per rispondere, ma la strana ragazza non perse tempo, si precipitò in avanti con velocità insolita, accingendosi ad infilzare la maga con un pugnale nascosto all’interno della suo largo vestito.
Zero, che si aspettava un possibile attacco, balzò all’indietro ma venne colpita da dietro le spalle con un potente calcio che la mandò a sbattere contro il muro. La ragazza che era davanti a lei svanì dissolvendosi nell’aria, quella vera, a quanto pare, era rimasta nascosta dietro di lei per tutto il tempo.

“Un’illusione?” Ipotizzò Zero.
“Già.” Rispose la ragazza. “Un po’ grezza direi, ma abbastanza astuta da ingannarti, a quanto pare.” Lo stesso sorriso freddo e fiducioso si trovava sul volto del vero corpo.
“Tu…chi sei? Perché stai facendo questo?” Chiese Zero. Mentre si rialzava scoprì che il braccio sinistro era insensibile e inerte, come se fosse rotto. Non si trattava di un avversario come gli altri.
“Io sono il desiderio. Sono la passione…e sono venuta a prendere Alice. “
Disse la ragazza, fredda come sempre.
“Non te lo permetterò!!” Disse Zero, usando il braccio ancora sano per evocare la sua spada.
“Mhh…Stupida creatura, Il tuo volere è irrilevante! Ahaha!” rispose lei con un ghigno compiaciuto.
Zero corse verso di lei, pronta a colpire, ma l’avversaria evocò una lancia ornata, parando l’attacco. Mentre le due incrociavano le armi, i loro volti si avvicinarono.
“Devo dire” cominciò la più piccola “che per essere una che ha trascorso tutta la sua vita a mentire sulla propria identità, sei rimasta straordinariamente bella…” Zero spalancò gli occhi per la sorpresa, mentre la respingeva con forza.
“Cos…Come fai a saperlo!?” esclamò preoccupata. L’altra rise, portandosi delicatamente un dito alla tempia. “So così tante cose… Mi chiedo…mhh…Come reagirebbero tutti se sapessero? Se sapessero che non importa quello che fai, quanto tu tenti di negarlo… “
“Taci!” Zero si lanciò di nuovo sulla ragazza con rabbia.
“Tu, sarai sempre la piccola di papà!”. Sogghignò e si preparò a parare di nuovo, ma questa volta fu lei a essere colta di sorpresa.
Zero aveva lanciato una magia usando la volontà oscura, una forza che non usava da tempo. Moojdart non era l’unica che poteva pasticciare con l’ordine naturale delle cose, dopo tutto. Approfittando della natura distorta all’interno della barriera, aveva aumentato la gravità all’interno di un’area limitata intorno alla ragazza, tanto che una persona normale ne sarebbe rimasta schiacciata; tuttavia su di lei sembrava solo avere un effetto bloccante. Zero sapeva che era rischioso lasciare la ragazza così vicino ad Alice, anche se paralizzata, ma quella ragazza aveva una forza incredibile e sopratutto poteva leggerle nella mente,non aveva scelta, avrebbe dovuto rischiare, doveva trovare Moojdart.
Doveva liberare il Saggio dal controllo di questa ragazza, così Grimm, Lumia, Nyarlathotep, Charlotte, e tutti all’interno del Palazzo di Luce sarebbero stati in grado di aiutarla a sconfiggere il nemico. Aveva solo bisogno di trovare Moojdart. E poi c’era…Fiethsing. Sicuramente lei avrebbe percepito che stava accadendo qualcosa di grave, Zero doveva solo prendere tempo ed aspettare che arrivasse.
“Mhh… Mi congratulo con la tua creatività.” Disse la ragazza, lottando per rimanere in piedi. “In particolare per essere riuscita a tenermi nascosto questo piano nella tua mente.. ma questo non mi tratterrà a lungo, Io fuggirò, e mi prenderò quello che mi appartiene! “ Ed infatti, dopo qualche minuto la ragazza riuscì a liberarsi con qualche sforzo.
“Dannazione!” Zero imprecò stringendosi il braccio sinistro. Quel combattimento si stava rivelando molto più difficile di quanto avesse sperato.
Mentre l’avversaria si stava rialzando,un lampo di luce avvolse la stanza e Zero riconobbe il luccichio inconfondibile di una spada che colpisce come se fosse apparsa dal nulla. Quando la luce si attenuò apparve lo stesso guerriero corazzato d’argento che era venuto in loro aiuto quando avevano combattuto Marte, quello che si era fatto chiamare Glorius. L’attacco non era andato a buon fine poiché la ragazza era riuscita a parare anche questo con la sua lancia, ma solo per un pelo la lama dello spadone di Glorius premeva contro il viso della ragazza, facendola sanguinare.

“Ti ho trovata finalmente…Valentina!” Disse Glorius.
Faria? Come fai ad essere ancora viva?! Ti ho vista morire! “
Adesso fu Valentina a rimanere sorpresa.
“Parli troppo.”

Faria si fece indietro e si preparò a colpire di nuovo. C’era qualcosa di insolito nella sua arma, Zero ci aveva già fatto caso. C’era una forza quasi sovrannaturale in essa, anche Valentina era in difficoltà.
“Non so come tu abbia fatto a tornare, ma non importa…Moojdart!”

Valentina richiamò il Saggio che aveva piegato alla sua volontà ma ella non rispose. Mentre le due combattevano, la barriera distorta intorno al castello svanì, sostituita invece da una brezza calmante che soffiava tra gli alberi.
“Fieth..” sussurrò Zero con gli occhi lucidi.
Come se avesse sentito chiamare il proprio nome, Fiethsing fece irruzione attraverso una finestra vicina, atterrando con una posa piuttosto drammatica.
“Se cerchi Moojdart , mi dispiace signorina, l’ho appena salvata. Beh… sarebbe più corretto dire che l’ho fatta tornare all’interno della pietra magica. “
“Fieth!” Zero corse verso di lei e la travolse letteralmente abbracciandola. [e secondo me si sono anche baciate, ma vabbè…ndYumi]
“Bene, è tutto piuttosto commovente, ma se volete scusarmi.” Valentina fece per muoversi in direzione dell’infermeria ma non ci riuscì.
“Tsk, Ancora magia gravitazionale? “
“No.” rispose Faria. La donna corazzata d’argento stringeva una strana pietra magica. Anche da una breve distanza Zero e Fiethsing potevano avvertire la forte attrazione tra Valentina, o meglio, il corpo di Valentina e la pietra magica.
Di solito, le pietre magiche sono il risultato di memorie potenti condensate per lunghi periodi di tempo,tuttavia questa pietra sembrava un po’ diversa. C’erano i ricordi, ma c’era anche qualcosa di più…Qualcosa che lottava per liberarsi dalla propria volontà.
“Ridai indietro alla mia amica il suo corpo, mostro!” Faria avvicinò sempre di più la pietra verso Valentina che indietreggiava la premette su di lei fin quando l’anima contenuta in essa si liberò, prendendo possesso finalmente del suo corpo precedente. Una specie d’ombra strisciante venne come rigettata fuori dal corpo, assumendo la forma di un nero serpente gassoso.
Con il suo ultimo respiro, Valentina disse, “Mi ricorderò di questo, piccolo ratto. Non mi sfuggirai. Sono l’oscurità che ossessiona ogni angolo della vostra mente, il male che si nasconde nel vostro cuore. Tutti mi temeranno, e tutti mi ameranno…”. Il vapore nero si dissipò, mentre Faria prese fra le braccia il corpo che era stato posseduto.
“Pricia… stai bene?” Chiese Faria.
“Faria? … Dove siamo? “La ragazza di nome Pricia parlò, le palpebre semichiuse come chi ha appena ripreso conoscenza.
“In un altro mondo. Valentina ha rubato il tuo corpo e lo ha portato qui. Grazie alla magia di Excalibur e la tua volontà, sono stata in grado di sconfiggerla”.
“Faria … cosa ti sta succedendo!” Pricia, non aveva ascoltato, era invece più preoccupata per Faria poiché il suo corpo stava lentamente svanendo.
“La tua volontà e Excalibur erano le uniche cose a rendermi reale. Senza di esse… non posso esistere. La vera Faria è morta molto tempo fa. Tutto ciò che rimane è la volontà che convogliò all’interno di Excalibur, me. Un’ombra…”
“Sor…” una flebile riecheggiò da in fondo al corridoio, Millium, Lumia, Grimm, e Nyarlathotep erano riuniti insieme a Charlotte in lacrime.
“Sorellaaa!” Gridò, scoppiando in lacrime. Charlotte quasi inciampò sui suoi stessi piedi mentre correva verso Faria.
“Charlotte…” Disse Faria mentre Charlotte le strinse le braccia intorno.


“Io… io… ho pensato…” La ragazza riusciva a malapena a formare le parole, le lacrime agli occhi.
“Lo so. E mi dispiace non avertelo detto prima. Non potevo lasciarmi scoprire da Valentina. Mi sarebbe piaciuto avere più tempo Charlotte, ma ora devo andare…”
“Cos? No! Non puoi lasciarmi nuovamente. Ti prego… per favore no… non lasciarmi di nuovo sola…”
“Mi spiace metterti di fronte a questo, Charlotte. Lars e Io abbiamo sempre e solo voluto proteggerti, tu non sei più sola.” Faria guardò agli altri riuniti nella sala. “Ti sei fatta un sacco di buoni amici. Sono sicura che puoi contare su di loro “.
“Per favore… non farlo… non di nuovo…” Charlotte crollò a terra, con il corpo di Faria non più tangibile ormai.
“Io sarò sempre con te, Charlotte. Sono così fiera di te.”

Con queste parole il corpo di Faria svanì definitivamente, rimase solo lo spadone Excalibur che cadde in terra.
Le urla di Charlotte risuonarono in tutto il Palazzo di Luce, era inconsolabile.

[Fonte fowtcg.com Traduzione: Valerio Luzzi]

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