La Storia di Fow: Il Ritorno del Drago Imperatore – Parte prima

Capitolo primo: L’oscuro Visitatore 

Scheherazade sedeva sospesa a mezz’aria, fissando il suo tomo, Le Mille e Una notte. Le sue pagine erano diventate sempre più difficili da decifrare ultimamente, anche i passaggi registrati precedentemente non erano più leggibili.

Le parole si muovevano e si contorcevano come un gorgo d’acqua. Occasionalmente si formavano strane immagini, mani che sembravano spingere contro i margini della pagina come a voler fuggire, per poi cadere a pezzi pochi istanti dopo.

Sospirando, la viandante scostò da una parte un fascio di capelli ricci che le erano finiti davanti agli occhi.
Scheherazade aveva osservato a lungo lo scorrere del tempo, l’ordine dei capitoli della storia. Non aveva contato su questo, e nonostante avesse fatto del suo meglio per nasconderlo, era spaventata. La corruzione della linea temporale andava peggiorando, e altre crepe avevano iniziato a formarsi.

Guardò un attimo le pareti magiche luccicanti che mantenevano la dimensione tascabile che aveva chiamato casa per tanto tempo. Pensò a quando fu portata li, sembrava un posto strano e innaturale, freddo e inospitale. Ma nel tempo, era diventato una casa, una casa per chi aveva perso tutto, e giurò di proteggere tutto quello che ne rimaneva. La viandante sospirò di nuovo.
“Reflect, Refrain” disse Scheherazade, chiamando gli insoliti gemelli. “C’è qualcosa che devo chiedervi.”
“Che cos’è?”
“Cosa potrebbe essere?”
Le due strane creature rifulgevano mentre parlavano, planando attraverso lo spazio nel cubo verso chi li aveva chiamati, rivolsero le loro teste in direzioni opposte, ma con pari curiosità. Scheherazade li accolse con un sorriso placido.
“Vorrei che voi due chiamaste Adelbert. Temo che abbiamo bisogno della sua forza.” Con un gesto della mano, Scheherazade fece apparire una lettera indirizzata a qualcuno di nome Adelbert, una relazione della situazione attuale contenuta nella pesante pergamena della busta.
“Capito, partiremo immediatamente.”
“No, dobbiamo prepararci prima di andare”.
“Veramente?”
“Veramente.”


Una volta che i due furono congedati con un cenno gentile, attraversarono rapidamente la rete di cubi arcani attraversando lo spazio al centro della dimensione tascabile prima di scomparire del tutto.

Scheherazade iniziò a preparare alcune delle sue cose per un viaggio, evocando alcuni libri di magia e vari altri effetti. Non poteva più starsene seduta, fissare il suo tomo non serviva certo a risolvere il problema, anzi riusciva solo ad accrescere la sua preoccupazione. Era giunto il momento per lei di avventurarsi nuovamente oltre la breccia, di tornare nel mondo di Grimm e del suo regno.
“È insolito vederti uscire.” Una leggera voce, ma sicura, chiamò Scheherazade proprio mentre stava per lasciare la sicurezza dello spazio in cui niente dovrebbe esistere. Leisi voltò, sorpresa di sentire una voce che non conosceva. l’immagine di una piccola fanciulla celata nelle tenebre le si mostrò davanti agli occhi. Nonostante la figura fosse vicina a lei, dovette stropicciare gli occhi per vederla in maniera nitida per un attimo. In quell’istante poté giurare di aver visto una distorsione simile a quella che ultimamente affliggeva il suo tomo. Era solo la sua mente che giocava brutti scherzi per aver fissato Le Mille e Una Notte per troppo tempo? Questa ragazza era chiaramente la nuova recluta di cui Wukong, le aveva già parlato.
“Sì, le mie Mille e Una Notte non sono più affidabili e devo vedere il progredire degli eventi con i miei occhi”.
“Pensi di poterlo fermare?” Disse la ragazza senza esitazione.
“Non è una questione di potere. Devo. Quindi lo farò. “
“Sembri abbastanza determinata, ma non suona molto confidente”, disse la ragazza ombra scherzosamente.
“Fortunatamente sembri avere abbastanza fiducia per entrambe.” Scheherazade sorrise calorosamente. “Contando su di te e sul tuo supporto”.
“Se è per la sicurezza del mondo, lo farò”.
“Non la nostra sicurezza?” Chiese Scheherazade. La fanciulla velata di ombra fece una mossa come per rispondere ma Scheherazade la interruppe. “Stavo solo scherzando. Devo andare adesso, per favore bada a Reflect e Refrain mentre sono via. “
“Ho capito.”

“Fieth… sii prudente, ti prego.”

Zero sussurrò tra sé e sé, pregando perché l’elfa tornasse sana e salva. Erano passati solo pochi minuti da quando Fiethsing si era congedata improvvisamente dall’incontro nella stanza di guerra del palazzo di Luce, ma Zero non aveva mai sentito il tempo scorrere così lentamente e angosciosamente in tutta la sua lunga vita. Non è che Fiethsing non l’avesse mai fatto prima, anzi, al contrario si allontanava da qualsiasi tipo di lavoro o occasione formale, così spesso sarebbe stato più facile contare il numero di volte che Zero era riuscita a costringere la donna a rimanere, che le volte in cui il Saggio del vento si era defilato.
Ma stavolta era diverso.
Zero non riusciva a togliersi dalla mente quello sguardo di Fiethsing. Si era comportata come se non ci fosse nulla di grave in atto ma, nonostante i suoi sforzi, lei aveva avvertito la paura nei suoi occhi. Conosceva perfettamente quello sguardo, aveva paura di perdere ciò che per lei era più prezioso.

Gli altri, pur sorpresi dall’uscita improvvisa di Fiethsing, avevano ripreso a discutere di strategie di difesa e di programmi di evacuazione per le persone e le fiabe del Palazzo di Luce. Zero non riusciva a contribuire molto, troppo distratta, troppo preoccupata.
“Questo mondo…” Un piccolo sorriso grigio sul viso. “Questo mondo sembra cadere sempre vittima di sciagure”. Le sue parole attirarono l’attenzione di Lumia, Grimm e Pandora che interruppero la loro conversazione.
“Zero?” Lumia iniziò ad avanzare verso di lei e mettendole infine una mano sulla spalla. “Stai bene?”
Zero, sorpresa che gli altri avessero sentito quello che aveva detto, guardò i tre. Grimm le rivolse un sorriso ampio e un pollice in su, e Pandora soffocò una risatina al marito.
“Io sono il tuo re, ma sono anche, anzi, siamo anche i tuoi amici, Zero. Se sei turbata, lo avvertiamo”, disse Grimm, la sua voce dolce proveniva da dietro la barba.
“Grazie, grazie a tutti, veramente” cominciò Zero. “Io…” Le parole di Zero furono interrotte da un forte boato che echeggiò nei dintorni, scuotendo la terra sotto i loro piedi. Una forte onda d’urto seguì il suono, scuotendo gli alberi così duramente, da essere udito anche dalla stanza di guerra.
“Ma che diavolo era?” Esclamò Pandora.
“Fieth!”  Urlò Zero, non più in grado di contenere la sua paura; si precipitò nel corridoio per guardare dalla finestra dalla quale era saltata Fiethsing. In lontananza, ai confini della foresta, una grande spira di fumo si alzava verso il cielo e si espandeva in alto come un parasole aperto. Per un momento, fu incapace di muoversi. Per un attimo non esisteva più nulla. Anche il dolore nel punto in cui Valentina le aveva ferito il braccio sembrava svanito, perché tutto ciò che avvertiva era la terribile sensazione di lacerazione nel suo stomaco.
“Miss Zero!” Charlotte raggiunse l’ingresso da un corridoio, quasi inciampando sui propri piedi. “Venga subito! C’è Kaguya! “Senza dire una parola, Zero si voltò e  corse verso la sala del trono del Palazzo di Luce. Lì, vicino alle grandi porte di alabastro del salone del trono, trovarono Kaguya collassata sul pavimento. Stava singhiozzando in maniera incontrollabile, con le braccia avvolte intorno a sé, stringendo qualcosa al petto. Zero e Charlotte si avvicinarono cercando di aiutarla, ma la ragazza si rifiutò di essere sollevata dal pavimento lucido, ora macchiato dalle lacrime.

“Kaguya, cosa è successo?” Disse Zero shockata.
“Zietta… Zia Fiethsing…” Disse Kaguya singhiozzando. “Zia Fiethsing… e questo strano tizio… una strana magia … davvero pericolosa e… è colpa mia, è tutta colpa mia”. Il respiro di Kaguya era irregolare, a malapena sembrava rendersi conto di ciò che la circondava, aveva ora gli occhi infuocati dalle lacrime che continuavano a scorrere.
“Kaguya, devi calmarti e dirci cosa è successo. Chi stava combattendo?” Zero poteva sentire il cuore battere forte nel petto.

“Io… non lo so. E… era come fosse Altea. Era Altea, ma era una persona. Era come un incubo con il vuoto nei suoi occhi.” Il respiro di Kaguya cominciò lentamente a regolarsi.” a usato una strana magia che non ho mai visto prima. Dobbiamo tornare indietro! Dobbiamo aiutarla!”

“Cosa ha detto Fieth?  Disse Zero, facendo del suo meglio per non tremare.
“H-ha detto di fuggire e di correre qui.”
“Okay.” Zero sospirò per un attimo mentre raccoglieva i suoi pensieri. “Kaguya, devi rimanere qui. Io vado a prendere Fieth.” Il Saggio allungò il braccio. Grazie alla magia di guarigione di Pandora, sembrava che non fosse stata coinvolta in uno scontro, anche se sentiva ancora un pizzico di dolore. Valentina non doveva essere sottovalutata, ma avrebbe potuto affrontarla in seguito.


“È troppo tardi per la vostra cara elfa. È stata cancellata.”La voce fiduciosa di un giovane si rivolse a Zero, Kaguya e Charlotte. Se ne stava poggiato contro la porta mezza aperta della sala del trono, quando Zero lo guardò, le rivolse un sorriso ampio e malvagio. I suoi occhi brillavano come la luna di sangue e i capelli erano bianchi pallidi. Pallido… bianco… giovane… qualcosa di questo ragazzo sembrava molto familiare a Zero, come se fosse una vecchia conoscenza di un sogno che aveva fatto tempo fa, ma era sicura di non averlo mai incontrato. Indipendentemente da ciò, sembrava sapere qualcosa di Fiethsing.
“Chi sei?” Sputò Zero. “Se sai qualcosa, farai meglio a…” Zero sguainò la sua spada e la sua lama magica si accese di una furia azzurra. “O guarderò il sangue scorrere via dal tuo corpo”. Anche se le sue parole suonavano minacciose, la sua mano tremò mentre stringeva la lama.

Aveva detto che Fiethsing era andata, morta. Impossibile.

Sicuramente non era morta. Non c’era modo… non avrebbe mai lasciato Zero da sola… giusto?

“È caduta di fronte all’antico potere del mana. L’antica magia. È più veloce e più potente della maggior parte delle altre magie”.
“Non ho bisogno di una lezione di storia, moccioso” Zero alzò la spada in modo che la punta fosse ora rivolta verso il giovane dai capelli bianchi. “Dimmi chi sei.”
“È lui!” Esclamò Charlotte improvvisamente. “Gill Lapis!” Non appena quel nome giunse alle sue orecchie, Zero si mosse ancora prima di pensare. L’essere che aveva di fronte, era colui che aveva distrutto l’altro mondo, il mondo di Charlotte. Il mondo che Alice non era riuscita a proteggere. Il mondo da cui era giunta Pricia, posseduta da Valentina. Quel mostro era appoggiato alla porta in casa sua, e le stava dicendo che Fiethsing era morta. Zero conosceva solo un modo per affrontare i mostri. In un lampo gli fu addosso, scagliando la sua lama verso il basso, decisa a tagliarlo in due.

Tuttavia, Lapis alzò la mano e la spada si scontrò con una sottile barriera viola scintillante. Zero si sforzò di infrangere la barriera, e mentre cominciava ad incrinarsi, Lapis la frantumò generando una piccola onda d’urto per spingere Zero indietro. La donna atterrò in piedi, con la sua sciabola magica sempre stretta in mano.

“Tch” Lapis schioccò la lingua. “Questo atteggiamento ti farà uccidere. Colui che ha ucciso la tua amata elfa si chiama Alhama’at, il padrone di Altea. Devo ammettere che non mi aspettavo si scagliasse contro uno del vostro gruppo.” Lapis si raddrizzò, assumendo una postura più seriosa mentre continuava. “Alhama’at è un pericolo per tutti noi. Lui è a conoscenza di segreti che nessun sa, il che lo rende troppo potente per chiunque voglia affrontarlo da solo. Tuttavia, un’alleanza tra noi, un attacco congiunto dalla luce e dal buio, potrebbe funzionare”.
“Stai…suggerendo di lavorare insieme?” Zero non abbassò la guardia.
“Qualcosa del genere. Quello di cui ho davvero bisogno è guadagnare tempo per completare un rituale. Se lo inizio, Alhama’at se ne accorgerà e arriverà per fermarmi “.
“Vuoi dire che distruggerai questo mondo come hai fatto col mio?” Chiese Charlotte in lacrime.
“No.” rispose Lapis sinceramente, sorridendo alle parole di Charlotte. ” Ma non c’è garanzia che questo mondo sopravvivrà”.
“Se… se ti aiutiamo…” cominciò Charlotte, ancora spaventata da Lapis. “Mi ridarai la mia casa?”
“No.” disse Lapis, ridendo. “Non ho intenzione di sprecare potere, o fare l’impossibile e riavvolgere il tempo”.
…Riavvolgere il tempo… impossibile?

Le orecchie di Zero si tesero alle parole di Lapis. Sapeva che non erano vere, ma sembrava che lui stesso ci credesse. Non importava. Meno Lapis sapeva e meglio era. Era già abbastanza pericoloso.
“Non ascoltare nulla di quello che questo ragazzo dice!” Una voce gridava da sopra le scale della sala del trono. La figura di una ragazza avvolta dalle fiamme saltò giù, planando su grandi ali di cremisi che la portarono a terra vicino a Charlotte.
“S-sorella!” Esclamò Charlotte.
“Cosa?!” disse Pricia, improvvisamente bloccata dalle parole di Charlotte.


“Oh… mi dispiace.” Charlotte si allontanò. “Per un momento… mi sei sembrata… qualcun altro”.
“Pricia, giusto? Sei sicura di esserti ripresa?” Chiese Zero.
“Hehe, non preoccuparti per me. Non sono affatto sicura di quello che è successo quando ero Valentina, ma mi sento più forte che mai, come se il potere di tutti i mondi fosse con me”.
“Hai risvegliato i poteri di viandante. Eh, non male” disse Lapis freddamente.
“Dov’è Valentina?” Chiese Pricia. “So che è ancora viva. Deve pagare per quello che ha fatto… e per te vale lo stesso.” Pricia rivolse lo sguardo a Lapis, ringhiando.
“Lottare contro di me non vi porterà da nessuna parte. Come ho detto, dovremo aiutarci l’un l’altro in questo momento. Quanto a quel demonio traditore, immagino che si farà vedere. Non sembra le piaccia stare lontana dal palco per molto tempo. Va bene, ho sprecato abbastanza tempo con voi. Se non volete morire tutti per mano di Alhama’at, avrete bisogno di salvare la Principessa Drago d’Alabastro che lui sta tenendo prigioniera. Non poteva più tenerla su Altea. È intrappolata qui, su questo pianeta.”
“E come la troviamo? Non abbiamo tempo di setacciare l’intero regno.” Zero stava perdendo la pazienza.
“Chiedi a colui che porta quella pietra che avete trovato tra le montagne settentrionali. Il potere di quella pietra è il suo.” Lapis si voltò per andarsene.
“Millium…” sussurrò Zero.
“Hey aspetta! Non mi hai detto dove è Valentina!” Pricia si precipitò dietro al Primogentitore.
“Pricia! Aspetta!” Chiese Charlotte alla sua compagna di Attoractia, ma la figlia di Sissei non sembrava interessata ad aspettare. Accelerando oltre le enormi porte immacolate del palazzo, Pricia vide Lapis che montava un drago nero mentre saliva in cielo.
“Oh non mi sfuggirai!” E in un istante le ali cremisi che avevano portato Pricia giù per i gradini, esplosero di una gloria radiante, portandola alta nel cielo.
Tornate nel Palazzo di Luce, Zero e Charlotte stavano aiutando Kaguya a rimettersi in piedi “Che cosa faremo ora?” Chiese Charlotte.
“Devo ancora trovare Fieth, e dobbiamo raccontare a Millium di questa… Principessa Drago” rispose Zero.
“Pensi che possiamo fidarci di lui?” Charlotte sembrava scettica e preoccupata.
“No” Zero rispose piano. “Ma possiamo fidarci del fatto che sia intenzionato ad aiutare se stesso, e per ora, ciò che vuole coincide con quello di cui abbiamo bisogno. Ma Millium non andrà da solo. Speravo che Kaguya e Lunya potessero accompagnarlo.”
“In realtà… Miss Zero … se per lei va bene, vorrei accompagnarla!” Charlotte inchinò la testa.” Kaguya è la mia prima amica [Se vabbè, amica. Comunque, chi te sopporta?] e voglio fare qualcosa per lei!”
“Charlotte…” disse Kaguya, grata per la compassione della sua amica.
“Bene allora. Kaguya, lascerò a te il compito di riferire a Millium e agli altri il nuovo piano. Noi scopriremo cosa è successo a Fieth.”

[fonte fowtcg.com Traduzione Valerio Luzzi]

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