La Storia di Fow – Il Ritorno del Drago Imperatore Parte 3

Capitolo 3: Il salvataggio della Principessa Drago D’alabastro

La cenere putrida offuscava l’aria, attaccandosi alla gola della ragazza. Il mondo intorno a lei bruciava. La principessa osservò come il suo paese si sbriciolava sotto le fiamme nere che danzavano. Guardò come la traditrice, la fanciulla del Sacrario del Drago Nero, consegnò tutta la nazione nelle mani di quel mago stregone. Come poteva? Erano state cresciute insieme, formate insieme. Aveva pensato che fossero… amiche. Aveva voglia di piangere, ma l’aria era così calda che non riusciva, sebbene gli occhi fossero comunque segnati. Voleva salvarli. I bambini urlavano e correvano in preda al terrore mentre il fuoco nero si avvicinava sempre più. La principessa cercò di muoversi, di raggiungerli, ma cadde a terra soffocata dal fitto fumo. La sua vista si faceva sfocata mentre il suo respiro era diventato affannoso. La sua testa colpì duramente il suolo. Poco prima che il mondo si facesse scuro, l’ultima cosa che riuscì a vedere fu la traditrice e lo stregone che scomparivano, no, che si univano… a… formare…

Un mostro.

Ryula si destò dal sonno, senza spavento. Questo incubo, era lo stesso che faceva ogni notte. I Dragonidi non erano soliti sognare come le altre creature, almeno non fino a quando vennero traditi. Il sangue draconico nelle sue vene continuava a scorrere con rabbia, non la lasciava dimenticare.

La prigione di Ryula era una stanza di pietra umida e liscia, le sue catene erano di ferro freddo, inciso con rune antiche che inibivano la sua forza. La loro magia pungeva la sua pelle, ed i suoi polsi erano consumati dalla loro presenza. La sua stanza, per così dire, era una piccola alcova scolpita in un passaggio sotterraneo in pietra.  Nessuna sbarra o porta a trattenerla. Quando si svegliò, gli occhi di Ryula incontrarono una folta oscurità. Perché aspettarsi altro? Nessuno si recava mai da lei, perché mai ci sarebbe stato bisogno di luce?

Quanto ancora?

Si chiese. Quanto ci avrebbero messo ancora, per distruggere finalmente il mondo?

Da qualche parte in fondo al passaggio, Ryula poteva sentire il lento eco  dell’acqua che cadeva dal soffitto. Questo luogo fu un tempo, un tempio sacro. Un luogo segreto di contemplazione nelle profondità della terra, dove si potevano sentire le forze naturali e la vita del mondo. Ma non più. Lo stregone li aveva ingannati, prese il potere per se stesso e lasciò il santuario in rovina. E adesso era destinata a soffrire in questo luogo dissacrato fino alla fine del tempo.

Plick Plick…

Il suono dell’acqua echeggiò attraverso la caverna.

Sono persa.

Plick Plick…

Morirò qui.

Plick.

I pensieri di Ryula furono interrotti quando si accorse che il suono pervasivo e costante dell’acqua sgocciolante si era interrotto. Era qualcosa che non era mai accaduta in almeno mille anni e il suo stomaco improvvisamente fu gonfio di emozione. C’era qualcuno? Il mago era forse tornato? Ascoltava attentamente ogni suono proveniente dalla camera di pietra.

“Sei sicura che questo sia il posto giusto Nyarla?”

“Stai forse dubitando di me? Non è colpa mia se ci è voluto così tanto per arrivare qui. Continuavi a rimanere indietro.”

“Ma se ci hanno portati I tuoi lupi!”

“Sì, ed era solo quello che stavi cavalcando tu che è rimasto dietro. Ora, come te lo spieghi, piccola principessa? “

“Che cosa stai insinuando?”

“Vieni zia Lumia, per favore non iniziate a discutere ora, lo sai come va a finire”.

“Hehehe, Millium ha capito tutto. Non è una menzogna “.

“Wha! Non provare ad arruffianarti mio nipote! “

Non poteva trattarsi dello stregone, pensò Ryula, chiunque fosse parlava sicuramente troppo. Poteva sentire i suoni dei loro passi mentre scendevano nella prigione sotterranea. Perché erano qui? Erano esploratori nemici? Aprì la bocca ma scoprì che, dopo anni di silenzio, non usciva alcuna parola. Successivamente, vide la luce.

“Nyarlathotep, Zia Lumia! Penso di averla trovata!”

Fece una voce dall’interno della luce accecante.

“Ehi, stai bene?”

“P-per favore…” Ryula riuscì a dire le sue prime parole dopo secoli. “Luce… così forte…”

“Oh sì, mi spiace! Il mio nome è Millium.” disse con un sorriso caldo e dolce sul  volto. “Qual è il tuo?”

“Ryula” la parola uscì dalla bocca della ragazza prima che se ne rendesse conto.

“Potrebbe sembrare un po’ strano, ma non saresti per caso una principessa drago?”

“Tu sai di me? Come? È un trucco? Sei una bugia??  Ryula si fece indietro, le sue catene tintinnarono.

“Qualcuno ha detto bugia?” Fece un’altra voce.

“E’ lei?” Chiese uno degli altri.

“Non dovresti saperlo? Ci hai portati tu qui.” Protestò un’altra voce.

“Ho solo detto di sapere dove poteva essere, non ho mai detto che sarebbe stata qui sotto. Hehehe, non è una bugia. Nessuno ti ha chiesto di venire.”

“Non potrei mai permetterti di girare senza supervisione ragazza rossa”.

“Siete venuti… a cercare me? Perché?” Alla domanda, Millium si chinò vicino a lei che finalmente poté vederlo bene in faccia.

Gentile. Era… gentile. Con gli occhi del colore del sole che non aveva dimenticato.

“Abbiamo trovato un’antica pietra magica e ci è stato detto che tu conosci la verità sul suo potere. Il mondo è in serio pericolo e abbiamo bisogno del tuo aiuto. Aspetta, lasciami togliere quelle catene.” Millium afferrò qualcosa dal suo fianco. Qualunque cosa fosse, si accese improvvisamente con una luce blu brillante e Ryula si coprì gli occhi. (Zero sempre presente nei nostri cuori ndYumi)

“Ah! Mi spiace, avrei dovuto avvisarti che sarebbe tornata a brillare. Ora, uh, tieni le mani qui, credo di poter spezzare le catene con la mia spada.” A queste parole Ryula alzò le mani, e Millium ne prese una con la sua per tenerla ferma mentre la liberava dai vincoli.

“Ti ringrazio” disse Ryula, faticando ancora a capire bene la situazione.

I quattro iniziarono a risalire rapidamente verso la superficie, Millium guidava Ryula e le teneva la mano, assicurandosi che le sue deboli gambe non cedessero.

“Aspettate.” Lumia improvvisamente fermò gli altri proprio mentre si avvicinavano alla bocca dell’ingresso della caverna tempio.“Sembra che ci siano alcune persone che ci aspettano là fuori” spiegò mentre si avvicinava all’entrata.

“Le catene.” disse Nyarlathotep.“Erano sicuramente incantate in modo da avvertire  gli stregoni di Altea quando vengono spezzate”.

“Cosa facciamo?” Chiese Millium.

“Lascia fare a noi.” Disse Lumia con orgoglio.“Andiamo, ragazza rossa. E’ tempo di dimostrare il tuo valore.”

Quasi come da copione le due scattarono all’esterno, combinando rapidamente i loro poteri e lanciando un lampo radiante di luce cremisi che colpì di sorpresa uno dei soldati di Altea; la conseguente esplosione ne investì parecchi altri. Quando il fumo si diradò apparve una donna. Aveva la pelle abbronzata, i capelli lunghi neri e piccoli occhi rossi brillanti, teneva in mano una lancia enorme come arma.

“Allora, dove correte topolini?”

“Viola!” Gridò Ryula dalla grotta, ancora incapace di avventurarsi nel sole luminoso.

“Ryula. Quindi è vero, sei veramente fuggita, e oltretutto sei in combutta con esseri minori”.

“Proprio tu parli! Ti sei fusa con quel mostro! Non ti perdonerò mai, traditrice!”

“Chi è?” Chiese Millium, guardando Nyarlathotep e Lumia rimaste ferme, ma pronte a difendersi.

“Quella che ha ucciso la mia gente. L’assassina di tutta la stirpe dei dragonidi. La fanciulla che si è fusa con Alhama’at “.

“Traditrice? È davvero tradimento se non sono mai stata dalla tua parte? Il mio cuore e la mia mente, tutto è per Alhama’at. Ti abbiamo lasciata vivere con la speranza che un giorno ci saresti potuta essere utile, ma è evidente che abbiamo sbagliato”.

Viola alzò la sua lancia e concentrò il suo potere in essa. La spinse in avanti e una potente onda di energia violetta avanzò verso l’ingresso dell’antico tempio. Lumia e Nyarlathotep si prepararono a reagire, ma non riuscirono a bloccare in tempo il colpo.

“Non te lo permetterò!” Gridò Millium, spingendo via Ryula nel tempo e alzando la spada per bloccare l’attacco.

“Ngh…” Millium non era riuscito a parare l’attacco con la sua lama, ma riuscì a bloccarlo con la spalla. Il sangue scorreva lungo il suo fianco e digrignò i denti.

“Millium!” Lumia strillò terrorizzata. Correndo per aiutarlo, invocò una magia di guarigione per curare la sua ferita, ma il danno della lancia di Viola non sembrava guarire.

“Non disturbatevi a lottare.” Viola gridò. “Questo è un potere concesso da Alhama’at. La tua moderna magia non può guarire i suoi effetti”.

“Ma io posso” rispose Ryula.

“Ti fonderesti con questa… creatura minore? Adorabile, ma uno sforzo sprecato. Non c’è nessuno vivo al di fuori di Alhama’at che possa accettare il nostro potere”.

Ryula ignorò le parole di Viola, rivolgendosi invece a Millium. “Millium. hai con te quella pietra che hai citato prima? “

“Sì, perché?” Disse Millium a denti stretti, mentre la zia cercava di arrestare il flusso del sangue.

“Prima ero scettica, pensavo fosse un altro trucco crudele. Ma ho potuto sentire che la pietra dragonide risonava con te, nel momento in cui sei apparso”.

“Millium… allinea il tuo cuore con il mio e accetta il mio potere”.

“Ryula?” Prima di poter dire qualsiasi altra cosa, la fragile dragonide lo abbracciò da dietro, poggiandogli la testa sulla schiena.

“Ah, hey!” Esclamò Lumia mentre una luce cominciò ad avvolgere i due. La luce cresceva oltre la massa di Ryula e Millium, diventando sempre più grande e cominciò rapidamente ad assumere la forma inconfondibile di un drago.

“Impossibile.” Viola sputò. “Solo Alhama’at dovrebbe essere in grado di…”

Viola fu interrotta quando il drago gigantesco appena comparso emise un potente ruggito con cui fece partire uno scintillante lampo di luce verso Viola. L’infido dragonide riuscì a malapena a schivare l’attacco, ma riconoscendosi battuta si ritirò. Volò via rapidamente in direzione di Altea.


Da lontano, Lapis guardava lo scontro, contento del corso degli eventi. “E’ andato meglio di quanto avrei potuto sperare”, sorrise. “E’ tempo di iniziare la cerimonia.”

[Traduzione Valerio Luzzi, Fonte: fowtcg.com]

 

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