La storia di Fow: Il Ritorno del Drago Imperatore Parte 5

Capitolo 5: Il risveglio dell’oscura follia

Le pareti del castello di Alhama’at, situato sulla cima della rete di isole galleggianti che formavano Altea, fu scosso dal ruggito del grande Drago. Si aspettava una cosa del genere anche se non era stato in grado di prevederla ultimamente, il futuro era diventato troppo confuso, in gran parte, a dire il vero, a causa del suo operato. Guardando al passato, l’anziano mago non riusciva a individuare un simile momento nel ciclo della storia.
Quella era la prima volta.

Era quello il risultato del suo interferire nel corso degli eventi forse? Era una complicazione che avrebbe preferito non affrontare.
Le antiche mura delle strutture di Altea si scossero nuovamente e Alhama’at poteva sentire le antiche barriere magiche che custodivano le masse terrestri della nazione che cominciavano a cedere.

Curiosamente, Alhama’at si sorprese a pensare al passato. Da quando aveva appreso la verità, il mondo intorno a lui sembrava un falso. Un non-mondo. Non pensava ai giorni prima della sua rivelazione da molti, molti anni. Eppure, mentre cominciava la lotta finale per la salvezza, era stranamente pensieroso.

“Che cosa penserebbero?”.

All’improvviso, Viola fece irruzione nelle sue stanze senza badare al cerimoniale, con un aspetto selvaggio ed esausto sul viso.
“Lord Alhama’at!” Esclamò. “Le mie scuse più profonde. Non sono riuscita a fermare la fuga di Ryula. Si è fusa con un umano.” L’infido dragonide chinò la testa per la vergogna.
“Divertente, non pensi?” Alhama’at parlò e il peso delle sue parole trafisse tutti quelli che le avevano ascoltate.
“Mio signore?” Chiese Viola.
“Viola, il tuo potere, adesso.” Alhama’at non rispose, ma ordinò, tendendo la sua mano scheletrica, con la pelle aderente alle ossa. Viola, grata, prese la sua mano impaziente. I due esseri allinearono i loro pensieri, e con un solo flash violetto, cessarono di essere.
E un nuovo mostro naque.


———
“Millium!” Gridò Lumia al nipote mentre guardava l’enorme creatura che lui e la ragazza che avevano salvato erano diventati. Lei e Nyarlathotep erano totalmente sorprese. Un secondo fa Millium stava sanguinando e ora c’era questa… creatura, questo drago. “Millium!” Esclamò Lumia. “Sei lì dentro?” A questo punto la grande bestia si voltò verso Lumia e Nyarlathotep, dando loro un cenno e un’occhiata.
“Grazie a Dio.” Lumia sospirò.
Tieni a lui proprio come a tuo fratello. Hehehe, non è una menzogna.” Nyarlathotep si avvicinò a Lumia, prendendola in giro.
“Non capisci.” Lumia sorrise nervosamente. “Hai idea di cosa mi avrebbe fatto Pandora se gli fosse successo qualcosa?”

Le due condivisero un sorriso esausto prima di essere interrotte da un’ombra improvvisa che oscurò il cielo. I restanti Alteani si ritirarono e un ruggito violento echeggiò in lontananza.
“Questo è male”, disse Nyarlathotep, con aria insolitamente preoccupata.
“Cos’era?” Chiese Lumia.
“Non lo senti? Quel nodo nel tuo stomaco? È lui. Si muove.” Il ruggito echeggiò di nuovo nei cieli, solo che era chiaro che ora era molto più vicino, bastò un momento a Lumia per comprendere. Quella sensazione era diversa da qualsiasi altra cosa avesse mai avvertito. C’era una pressione inimmaginabile, un peso invisibile che premeva sul suo corpo, soffocava l’aria nei suoi polmoni. La magia era così intensa che era quasi frastornante. La sua testa fluttuava e barcollò per un istante per restare in piedi prima di ritrovare l’equilibrio. Se si concentrava poteva contrastare quella sensazione.
Era Alhama’at. Ed era diretto verso di loro.
Con un enorme ruggito il drago Millium scagliò una potente esplosione di luce magica dalle sue fauci verso il grande dragone d’ebano che si avvicinava rapidamente dai cieli scuri. Tuttavia la fusione d’ossidiana non si fece cogliere impreparata, scansò facilmente l’attacco, facendo proseguire oltre il fascio di luce senza effetti fino a svanire dalla vista. Il drago Alhama’at emise un ruggito terrificante e una serie di lance di luce oscura simili a quelle di Viola cominciò a piovere dai cieli neri.

“Millium!” Esclamarono Lumia e Nyarlathotep. Si prepararono ad attaccare, combinando la magia di luce e quella del fuoco preparandosi a scagliarla su Alhama’at.

Sono nella luce eterna degli spiriti.
Voi, che accogliete l’oscurità, non andrete oltre.
Vieni avanti, purificazione divina! 

(Le guerriere Sailor sono tra noi! ndyumi)

All’improvviso, l’oscurità che copriva i cieli cominciò a svanire, mentre gocce di luce stellare iniziarono a riversarsi su di loro. La luce delle stelle scintillanti lasciava sulla pelle di Lumia una sensazione di conforto e, contrastata la strana influenza di Alhama’at, sentì che la sua mente cominciava a schiarirsi.
“Hehehe, rinforzi” commentò Nyarlathotep, indirizzando l’attenzione di Lumia verso un piccolo gruppo di persone che si avvicinavano verso di loro. La persona in testa al gruppo teneva in alto la sua grande staffa che brillava dello stesso colore della luce stellata che pioveva dal cielo.
“Mi dispiace, siamo un po’ in ritardo.” Almerius sorrise con fiducia. I restanti Sei Saggi, Kaguya e Charlotte, si affrettarono rapidamente per aiutare Lumia e Nyarlathotep, che non persero tempo aggiornandoli sulla situazione.
“Quella cosa è quella che ha ucciso Fiethsing?” Chiese incredula Almerius.
“Non c’è dubbio” rispose Lumia.
“C’è qualcosa di diverso però” aggiunse Kaguya. “Non era un drago prima.”(Kaguya, se non ci fossi tu con le tue osservazioni sagaci, non sapremmo davvero come fare ndyumi)
“Sembra che abbia lo stesso nostro asso nella manica”, suppose Nyarlathotep.
“Quel Lapis ci ha detto che se avessimo salvato la ragazza avremmo ottenuto l’unica arma per battere Alhama’at. Non ci ha mai detto che anche lui aveva la stessa arma, hehehe”.
“Millium può farcela?” Chiese Zero, un po’ sconvolta dalla nuova forma del suo allievo. (Zero schifatissima dalla sua forma drago. Come direbbe A.M.”c’ha i capelli questo drago!” ndyumi)
“Dobbiamo provarci.” Almerius rispose rapidamente. “Non sappiamo quando avremo un’altra possibilità come questa. Non sappiamo nemmeno se questa fusione possa funzionare due volte”.
“Il ragazzo deve colpirlo” osservò Grusbalesta. “Non lo sentite? Ho già visto… fusioni prima, quindi posso capirne il potenziale. Anche se è vero che è stato molto diverso da questo.” Grusbalesta indicò il drago nato dalla fusione. “In ogni caso, posso sentire il potere di entrambe queste creature. Quella oscura è più forte, senza dubbio. Ma Millium sta concentrando tutta la sua energia nel fermarli, nel fermare la fusione nemica. Quel suo ultimo attacco non aveva l’intenzione di uccidere Alhama’at.” Grusbalesta si aggiustò gli occhiali. (Scusate, ho un mancamento ndyumi) “Aveva intenzione di interrompere la fusione”.
“Cosa succede ora?” Chiese Charlotte. (Eccola, quella sveglissima ndyumi)
“Facciamo tutto quello che possiamo contro Alhama’at e speriamo sia abbastanza.” Rispose Milest. (Fatti bello Milest che questa è la tua seconda e ultima battuta ndyumi)
“Va bene, tutti voi sapete come stanno le cose!” Gridò Almerius. “Mantenete vivo il nostro drago, e fate sì che il suo attacco vada a segno. Abbiamo ancora una possibilità se lavoriamo insieme. Per Fiethsing!”  (<3<3<3<3<3 ndValerio)
“Per Fiethsing!”  Tutti gridarono in coro. Come per partecipare, il drago Millium ruggì e spiegò le sue grandi ali, sollevandosi in cielo.

Da sopra Millium e Ryula guardavano gli altri.

Sembra che ci aiuteranno. Pensò Millium.
Ne avremo bisogno. Rispose Ryula col pensiero. Dobbiamo concentrare ogni briciolo di potere che questa forma ci offre per dividerli.
Non capisco… pensavo che questa fosse l’arma, che cosa è esattamente questo? Chiese Millium.
Questo è il nostro potere. Il potere delle sacerdotesse. Fusione. Unendo i nostri cuori e corpi, diventiamo qualcosa di più grande di noi. Quando Viola ci ha attaccati, entrambi volevamo proteggere l’altro; è bastato questo per permettermi di fonderci con questo potere.
È stupefacente!
Rimani concentrato!Dobbiamo concentrarci su Viola e Alhama’at, altrimenti saremo noi ad essere divisi.
Va bene. Spero solo che riusciremo a colpirlo.

Il drago Alhama’at sbatté le sue grandi ali con rabbia scatenando il vento e sradicando gli alberi dalla terra stessa. Il drago oscuro si gettò dall’alto per colpire Millium mentre il drago di alabastro preparava un altro attacco magico.

“Dobbiamo distanziarli!” Urlò Moojdart agli altri.
“Ci sono!” Rispose Milest. “Questo è per quello che questi mostri mi hanno fatto. Rilascio!” Con una parola il corpo spettrale di Milest scoppiò improvvisamente di una potente energia cremisi e la sua forma cambiò, assumendo quella di un guerriero corazzato a sei braccia. (Scusa MILLY, ho dubitato di te ndyumi)
“Oooh ~ Milly, non ci hai mai detto che anche tu puoi usare il mana!” Disse Moojdart.
“Quegli Alteani hanno cercato di rubare i miei segreti, quindi io ho rubato alcuni dei loro. E non chiamarmi Milly!” Milest strinse le sue sei mani in tre paia di mudra. In un attimo, una enorme palla di fuoco spettrale apparve tra Millium e Alhama’at, per poi esplodere in un’immensa onda di fiamme un secondo dopo. Il fuoco magico si scontrò con Alhama’at e nonostante non sembrasse arrecare alcun danno alla creatura, la forza dell’incantesimo riuscì a spingere indietro il drago per un attimo. (Ecco la mia nuova ship: la moodjmilly ndyumi)
“Hehehe, grazie per l’apertura.” Nyarlathotep annuì e cominciò a cantare qualcosa di strambo e sconosciuto. “Mglw’nafh fhthagn-ngah cf’ayak ‘vulgtmm vugtlag’n!” Le parole erano irriconoscibili per gli altri, ma i loro effetti furono rapidamente compresi. Squarci nel cielo si aprirono attorno ad Alhama’at da cui emersero masse di tentacoli, afferrando gli arti del drago d’ebano per tenerlo fermo. (Oh, ciao Vagina dentata, sei tu? ndyumi)
“Ngh. Questo non lo tratterrà a lungo, non è una menzogna”, disse Nyarlathtotep, mentre si sforzava di mantenere l’incantesimo. Improvvisamente sentì la piccola mano di Charlotte sulla spalla.
“Non preoccuparti, posso aiutarti!”  (Se vabbè…ndValerio) Disse con fiducia. La ragazza di Attoractia invocò il potere dello spirito sacro generando dei costrutti d’acqua che presero la forma di piccoli draghi (me cojoni!!! mo sì che Alhama’at se la fa sotto ndValerio).

I costrutti volarono rapidamente verso Alhama’at e si trasformarono in grandi catene liquide, che respinsero ulteriormente la bestia malefica.
Tuttavia, Alhama’at smise improvvisamente di lottare.
“Morite.”
Il drago aveva incredibilmente parlato senza parole o suoni, e la parola colpì tutti i vicini come una spada. Alcuni caddero in ginocchio, mentre altri lottarono per rimanere in piedi. Charlotte in particolare crollò al suolo (ammazza non l’avrei mai detto, no no…ndValerio), col suo incantesimo che andava svanendo.
“Charlotte!” Nyarlathotep prese la ragazza poco prima che colpisse il terreno. I legami che trattenevano il drago oscuro erano sciolti e svaniti, la bestia era di nuovo libera. Ciottoli d’ebano scintillante apparvero in cielo e folgori di luce nera schizzarono in direzione di Millium.
“Il kimono, Lady Kaguya” disse Grusbalesta. “Può bloccare qualsiasi attacco fino a dodici volte prima di rompersi. Coprite Millium. Noi porteremo queste due in salvo.” Grusbalesta indicò Nyalathotep, che sorreggeva ancora Charlotte. (Tutto a lui tocca fare, amore mio ndYumi)
“Capito”, rispose Kaguya. Con uno schiocco delle dita, chiamò un lungo Kimono liscio che brillava di una magica luce. Uno dei favolosi Oggetti Preziosi, il Kimono d’Acqua a Dodici Parti. (“Samuraii Vestizioneee, Giustizia… “questa la capite solo se siete nati prima del 1989 ndyumi)
“Per favore… sta attenta, Kaguya” aggiunse Zero.
“Certamente” rispose lei freddamente, e volò in aria con il kimono. “Resisti, Millium.”
Mentre i fulmini incessavano, Kaguya li intercettava, e quando essi colpivano il kimono avvolto intorno a lei, si disperdevano senza alcun danno.
Uno… due…” Kaguya ha contava con attenzione ogni volta che bloccava uno degli attacchi.
“Sette… otto…”
“Undici… dodici!” L’abito magico di Kaguya assorbì l’ultimo fulmine oscuro e scoppiò in mille pezzi. “Vieni, Millium, in fretta”.
“Il kimono è stato distrutto.” Moojdart gridò agli altri mentre Kaguya tornava volando verso il basso. Sopra, il drago Millium continuava a caricare il suo attacco, facendo del suo meglio per evitare gli attacchi di Alhama’at. (Sta preparando la sfera genghidama ndyumi)
“Abbiamo solo bisogno di un po’ più tempo” disse Kaguya.
“Ce lo prenderemo, Kaguya”, assicurò Almerius. “E ‘per questo che siamo stati destati dal sonno dopo tutto. Milest, Moojdart, cerchiamo di dare spazio a Millium!” I tre avanzarono in prima linea per sostenere Millium. Kaguya e gli altri guardarono per un attimo, mentre vari scoppi magici illuminavano il cielo. Sebbene i tre saggi stessero dando tutto, ciò non era sufficiente per dare a Millium abbastanza tempo per concentrarsi sulla carica del suo attacco e c’era ancora il problema di far sì che Alhama’at rimanesse fermo.
“Grusbalesta, Zero, Lumia. Io darò a Millium il tempo di cui ha bisogno. Quando arriva il momento, voi tre colpite Alhama’at insieme a lui quanto più forte potete.” Disse Kaguya piuttosto improvvisamente.
“Cosa stai pensando di farlo, Signora Kaguya?” Chiese Grusbalesta.
“La porta del tempo”.
Ma Lady Kaguya, così!” Le proteste di Grusbalesta furono ignorate, o meglio, si erano fermate completamente. Tutto si era fermato. Kaguya aveva rilasciato l’incantesimo prima che qualcun altro potesse intervenire. Era un canto forte che aveva memorizzato molto tempo fa, nella sua vita precedente, una tecnica proibita che metteva a dura prova il corpo dell’utilizzatore e che creò uno squilibrio temporale momentaneo, rallentando il flusso di tempo per tutti tranne che per chi lo aveva lanciato. Una potente arma di certo, ma gli squilibri creati nel tempo erano pericolosi. Avrebbe potuto usare questa tecnica solo una volta.

Sollevandosi nuovamente in aria, batté le mani e richiamò ogni Oggetto Prezioso che poteva, circondando il drago Alhama’at in un anello a 360 gradi.
“Muori, mostro.” Sputò e concentrò tutta la magia che riuscì a raccogliere negli Oggetti Preziosi. La Porta del Tempo non sarebbe durata ancora a lungo, e aveva bisogno di un po’ più di tempo per permetterle di caricare il suo attacco. Kaguya sentì il peso dei suoi incantesimi mettere a dura prova il suo corpo mentre si spingeva oltre i suoi normali limiti.
“Per Zietta…” Ripeté più e più volte.
Il flusso del tempo tornò alla normalità proprio mentre un’enorme colonna di energia magica esplodeva nell’anello che circondava l’enorme drago oscuro.
“Millium! Ora!” Lumia urlò mentre lei, Zero e Grusbalesta balzavano per colpire insieme al drago. Non avendo bisogno di ulteriori istruzioni, Millium lasciò uscire un urlo furioso e un lampo bianco brillante si sprigionò dalle fauci del drago.
Per un attimo il mondo sembrava stranamente silenzioso mentre l’attacco impattava il suo bersaglio. Un flash accecante si sprigionò mentre la forma di drago di Alhama’at svaniva. Anche il drago Millium sembrava incapace di mantenere la sua forma e toccò terra appena in tempo per dividersi in due esausti Millium e Ryula. Viola sembrava essere stata messa fuori combattimento dopo la separazione e se ne stava immobile sul terreno. Alhama’at comunque rimase in piedi. Le sue solite vesti erano state strappate a brandelli dall’esplosione, rivelando un’armatura flessibile avvolta attorno alla sua forma imponente. Il suo solito atteggiamento impassibile era svanito, sostituito da un aspetto furioso.
“Voi dannati sciocchi” disse, con la rabbia ancora molto chiara nella sua voce. “Così avete distorto il tempo ancora di più.”
“Arrenditi, Alhama’at!” Disse Almerius. “Sei circondato”.

“Raaahhh!” Zero non aveva intenzione di aspettare alcun segno di resa e si avviò verso Alhama’at, accendendo la sua sciabola magica. Alhama’at alzò una mano ed un flusso di luce bianca scoppiò da essa per colpire Zero. Preparata all’attacco, Zero riuscì ad evitarlo, tagliando l’onda a metà con la sua sciabola. Quello a cui non era preparata era la velocità di Alhama’at. Egli si mosse ad una velocità impercettibile affondando un pugno potente nel suo stomaco e arretrando poi di alcuni passi. Zero, cingendosi la zona colpita, cadde in ginocchio.

(attenzione, parte in cui si piange d’amore ndyumi)
“Maestra Zero!” Gridò Millium, ancora un po’ debole mentre si prendeva cura di Ryula.
“Perché… perché l’hai uccisa?” Chiese Zero con aria soffocata, guardando il maestro di Altea.
“Ah, l’elfo? E’ stato un caso. Non era mia intenzione. Volevo eliminare la ragazza con il potere di danneggiare il tempo, ma lei si è messa in mezzo”.
“Vuoi dire… me?” Chiese Kaguya.
Sì. Ma ora lo hai danneggiato di nuovo e hai reso le cose ancor più difficili.” L’espressione furiosa e malvagia sul volto di Alhama’at si era fatta più intensa alla vista di Kaguya.
“Cosa vuoi?” Chiese Lumia. “Se volevi conquistarci, potevi farlo facilmente. Perché mi hai catturata, perché tutto questo?”
“Non voglio governarvi, voglio aiutarvi”, disse Alhama’at con sorpresa degli altri.” Tempo, destino. Sono parole su una pagina. Ci muoviamo secondo le parole. Se non siamo noi a scrivere le nostre parole, viviamo veramente? Voglio liberarci da quelle pagine. Ma la connessione deve rimanere intatta finché non trovo un modo. Voi cercate di ripristinare i pianeti distrutti dal mio Lapis, e nel farlo reciderete la connessione del tempo, riavvolgendolo.”
“Se tu… se volevi aiutarci, perché non hai provato a parlare?” Disse Millium. (Uno col cervello, incredibile ndyumi)
“L’ho fatto. Molte volte. Questo è solo il mio ultimo tentativo. Non mi avete ascoltato prima, quindi dovete essere rimossi.” Alhama’at fece un passo verso Zero, con la sua lunga mano distesa. Gli altri si affrettarono per aiutarla, ma un’altra potente onda di fulmini bianchi scoppiò dalla mano di Alhama’at e si diramò per colpire ciascuno di essi, tenendoli a distanza.
“Sei… pazzo.” Zero ansimò.
“Sono la fine di questa falsa realtà.” Alhama’at afferrò la testa di Zero e la tirò in su in modo che i loro occhi si incontrassero. “Non aver paura. La ruota girerà e ci ritroveremo.” Alhama’at fece un respiro profondo mentre si preparava a pronunciare la parola che avrebbe segnato la fine della vita di Zero.

Questa è la fine.
Pensò.
È così che infine morirò. Finalmente… almeno potrò stare di nuovo con Lei. (<3 Q_Q <3 Q_Q <3 Q_Q ndtutti)

Era strano. Il pensiero le sembrò spiacevole, non voleva morire ancora. Kaguya aveva bisogno di lei, Millium aveva bisogno di lei. I suoi amici, il suo mondo. Tutto era ancora lì. Non poteva permettersi di morire, ancora.

Come per un riflesso incondizionato si tirò su in modo che la sua bocca potesse raggiungere la mano di Alhama’at. La sua mente era vuota, morse con ferocia, con un paio di zanne appena cresciute che si immersero profondamente nella sua carne invecchiata.
(Ciao, sono Zero e sono la figlia di Mikage, vuoi vedere? ndyumi)
Non c’era sangue, il suo corpo invecchiato sembrava esserne prosciugato da molto tempo.
“Agh!” Alhama’at gridò e le sue parole risuonavano in tutti coloro che l’avevano sentito. I loro stomaci furono scossi all’improvviso dal peso della sua voce. Alhama’at liberò Zero e si strinse la mano. “Tu… mi ricordo ora. Il Castello…”
Zero non aveva idea di cosa stesse dicendo quel mostro. Non aveva intenzione di stare ad ascoltare. La creatura che stava davanti a lei a stringersi la mano non era un uomo. Era un mostro.
E Zero conosceva solo un modo per affrontare i mostri.
Alhama’at si spinse in avanti a velocità incredibile per attaccare Zero, ma improvvisamente si trovò circondato dagli altri Saggi insieme a Lumia. Sempre più disperato, sollevò la mano per lanciare un altro fulmine, ma, improvvisamente, trovò incredibilmente difficile muovere il suo corpo. Gravità magica, pensò. Opera di Zero, i cui occhi erano diventati di un colore stranamente nero. In circostanze normali sarebbe stato in grado di liberarsi senza problemi, ma quel morso gli aveva fatto qualcosa, aveva risvegliato una maledizione antica che aveva dimenticato da tempo. Lo stava indebolendo sempre di più.
“Zero, ora!” Gridò Almerius. Zero si spinse in avanti, accendendo nuovamente la sua sciabola e affondando la lama magica nello stomaco di Alhama’at.
Il corpo di Alhama’at si fece immobile per un attimo. Non c’era alcun grido di dolore, non un soffio sfuggì al suo corpo. Come suo atto finale, pronunciò le mute parole che trapassarono la mente di Zero.
“Ci rivedremo.” Con queste ultime parole, il corpo stanco di Alhama’at si riversò a terra. Morto.
Il gruppo si prese un momento per valutare la situazione e la propria condizione, assicurandosi che tutti stessero bene. Ryula era ancora incosciente ma respirava, o almeno sembrava. Anche Viola sembrava essere sopravvissuta, essendo sparita da qualche parte durante il confronto.

Mentre il gruppo si riuniva, scambiandosi congratulazioni e stanchi abbracci, Zero si toccò i denti con un dito. Avrebbe giurato fossero stati più lunghi un momento prima. Oh beh, una preoccupazione che poteva essere rimandata, la mise da parte mentre raggiungeva gli altri.
Tuttavia, la loro celebrazione fu rapidamente interrotta da una voce spiacevole e sconosciuta.
“Stavo aspettando proprio questo.”
La voce di Lapis veniva da dove si trovava il corpo di Alhama’at.
“Buonanotte, padre. Consolati col fatto che la tua morte alimenterà la mia gloriosa ascesa.” Lapis alzò la mano sul corpo di Alhama’at e rapidamente cominciò ad assorbire il suo potere con uno strano incantesimo.
“Lord Alhama’at!” gridò Rachel, giunta un momento dopo Lapis. Ma era troppo tardi, in un attimo, Lapis aveva assorbito il potere di Altea e reso propria la sua conoscenza.
E’ troppo tardi Rachel. Il tuo padrone è morto… e lo stesso vale per te. Vieni, Yggdrasil.” In risposta alle parole di Lapis, grandi radici corrotte squarciarono la terra mentre un’orribile massa di corteccia e foglie iniziò ad emergere dal suolo. Uno dei tanti viticci si avvolse intorno a Rachel, trascinandola, urlante, tra le fronde dell’albero melmoso.

Signore… Al… ha… ma’at” fece Rachel mentre le radici spremevano l’ultimo respiro dal suo corpo.
Colpiti dalla forza di questo Yggdrasil corrotto appena emerso dal suolo e esausti dalla loro precedente battaglia, Millium e gli altri si trovarono incapaci di interferire mentre Lapis assimilava il potere di Alhama’at ed evocava Yggdrasil.
“Alla fine…” Lapis cominciò a ridere. “È giunto il momento di iniziare la vera festa”. (Stasera a cena, broccoli! Ndyumi)
“No!” Esclamò un’altra voce, e tutti si voltarono per vedere che Alice era arrivata, liberata dal possesso di Alhama’at, insieme a Pricia e Faria.
Ah, la supersite della Terra. Eccellente. Sarai la prima a cadere grazie alla mia Excalibur.” Con uno schiocco di dita Lapis evocò la sua lama scura che fluttuava e si muoveva come una creatura vivente. Rivolse la sua lama verso Alice e la spinse in avanti per trafiggerla.

[fonte fowtcg.com traduzione Valerio Luzzi]

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