La Storia di Fow: Echi del Nuovo Mondo Parte 2

Capitolo 2: Il ritorno al Castello Volante Refarth 

Millium e gli altri proseguirono il loro cammino  verso le mura del Palazzo di Luce che si trovava ormai a breve distanza. Dietro di loro, la forma incombente della mostruoso albero che Lapis aveva evocato continuava ad agitarsi inquieta, intricandosi sempre di più al terreno circostante.

La maggior parte del gruppo era rimasta silenziosa, salvo qualche parola qua e là da parte dei membri più anziani del gruppo, per lo più Grusbalesta, che discuteva su quello che avrebbero fatto dopo. Zero guardava preoccupata Kaguya, che ancora conservava la forma che aveva raggiunto dopo aver risvegliato il potere della sua vita passata.

Ryula, a quanto pare, era l’unica che ad essere rimasta inspiegabilmente positiva per tutto il tempo, costantemente al fianco di Millium che teneva il suo braccio intorno a lei. (Brutta stronza, lascia stare il mio allievo ndZero)

“Ti senti ancora debole? Posso cercare di trasportarti se vuoi.” Millium si offrì, anche se a dire il vero era esausto e abbattuto tanto quanto gli altri.

“No.” rispose Ryula dolcemente. “Voglio solo starti vicina”.

“Stai… bene?” Chiese Millium.” Ti comporti in un modo un po’ strano da dopo la lotta.”

“È come ho detto prima” spiegò Ryula. “Ci siamo fusi. I nostri cuori sono diventati uno per un certo tempo. Dobbiamo stare insieme ora, per sempre, come simbolo della nostra fusione”. ( “ma anche no” disse Millium ndYumi)

“Vuoi dire tipo… l’amore?” Chiese Millium. Pochi passi avanti, Nyarlathotep, con le sue orecchie appuntite, aveva sentito la conversazione e non poteva fare altro che ridacchiare. Ryula annuì in risposta e il suo viso pallido arrossì leggermente. Millium, piuttosto colpito dalla rivelazione, non era del tutto sicuro di come rispondere alla ragazza. Aveva vissuto come principe all’ombra del padre e della madre considerati eroi. Quando non era impegnato a studiare si allenava in vista delle avventure future con la sua Maestra Zero. Certo, c’era stata una volta o forse due in cui era rimasto colpito da una bella ragazza in città (sìsì ce sto a crede ndValerio), ma non era mai stato innamorato.

“Io… non credo di poterlo fare“, balbettò, imbarazzato e tentando di non richiamare l’attenzione degli altri nel gruppo. “Voglio dire, ci conosciamo a malapena.” (Bravo bello de Zia ndZero)

“Ho sentito il tuo cuore quando ci siamo fusi, ho visto la tua vera natura. Tu… tu non hai visto la mia?” Protestò Ryula, con voce leggermente accesa. (Ma che vuoi che abbia visto sto rincoglionito… ndValerio)

“No.” rispose Millium, incapace di guardarla negli occhi. “Stavo cercando di mantenere la concentrazione per assicurarci che non ci avrebbero separati durante la lotta. Tutto è successo in modo così rapido, … io… volevo solo assicurarmi che tutti fossero al sicuro”.

“La fusione è… rara tra i dragonidi.” Ryula cominciò a spiegare sconsolata. “Non ero neanche sicura che fosse possibile con gli esseri umani. Non è solo un legame fisico, ma uno metaforico. Solo due che sono simili nello spirito possono raggiungerlo. Il mio popolo crede che coloro che si fondono siano destinati a stare insieme”.

“Mi spiace” rispose Millium. “Davvero. Non so cosa dire. E’ solo che… stanno accadendo troppe cose, abbiamo ancora uno scontro pericoloso davanti.” Sospirò prima di proseguire. “Se davvero… provi questo per me. Allora dovrai capire che sono umano. Non sono uno delle tua specie. C’è molto che ancora non sappiamo l’uno dell’altra”.

“Io…” Ryula esitò prima di rispondere. “Non so se capisco fino in fondo… ma credo sia questo il punto, no? Forse dovremmo conoscerci meglio.” (sìsì, mo si dice così… ndValerio)

“Va bene, va bene!” Disse Almerius improvvisamente, sorprendendo l’intero gruppo. “Siamo quasi giunti al Palazzo. Grusbalesta e io abbiamo parlato di alcune cose, compreso quell’albero gigante all’orizzonte”.

“È  evidente che il vero nemico si è rivelato. Inoltre ha imprigionato Alice con quella spada.” Grusbalesta continuò dove Almerius si era interrotta. “Siamo appena riusciti a sconfiggere Alhama’at e adesso sembra che Lapis abbia aggiunto il suo potere al proprio. Questa lotta sarà diversa da qualsiasi altra, ma per il momento lo stesso Lapis ha deciso di non afforntarci. ” (Ma non pensate anche voi che sia bellissimo? Tutto quello che dice è bellissimo *_* ndYumi)

“Giusto.” Almerius riprese di nuovo. “Non sappiamo perché, ma dobbiamo sfruttarlo. Le cose potrebbero diventare molto complicate, quindi dobbiamo lavorare con Grimm per organizzare una qualche evacuazione per tenere tutti coloro che non stanno combattendo in un luogo sicuro”.

“Quale posto sicuro ci rimane?” Interruppe Zero. “Quell’albero sta crescendo, sembra poter inghiottire l’intero pianeta con abbastanza tempo”. Almerius e Grusbalesta rimasero in silenzio per un istante, come se in verità non avessero ancora trovato una soluzione a quel problema.

“In realtà, hehehe” cominciò Nyarlathotep. “C’è un posto che l’albero non può raggiungere che sarebbe perfetto”.

“Di che stai parlando, ragazza rossa?” Chiese Lumia, sempre sospettosa della creatura.

“Quell’albero sta ingoiando tutta la terra, giusto? Allora la risposta è semplice. Dobbiamo solo andare da qualche parte non sulla terra, non è una menzogna.” Sul volto della Cthulhu comparve un vago sorrisetto, mentre rivolgeva lo sguardo verso Almerius. “Sempre che non ti dispiaccia fare un altro pisolino, s’intende”. Alle parole della Cthulhu, l’espressione di Almerius si fece sollevata , capendo cosa intendeva Nyarlathotep.

 

“Cosa hai in mente, ragazza rossa? Sarà meglio che tutto ciò non sia un trucco.” Protestò Lumia, dubbiosa come sempre.

“Hehe, quello che sto dicendo è che avremo bisogno di tenere tutte le persone al sicuro, ma dovremo anche trovare un modo di arrivare ad Yggdrasil giusto?”

“Preferirei non morire cercando di superare tutte quelle radici, sì. La maggior parte di noi non può volare dopo tutto”.

“Allora, non ricordi? I bei vecchi tempi? C’era un posto che sarebbe perfetto per entrambe le cose. Non è una menzogna, hehehe”.

“Refarth!” Esclamò infine Lumia.

“Non è male come piano” ammise Zero. “Ma dobbiamo muoverci in fretta. Refarth si è schiantato in un lago anni fa.”

“E chissà quanto tempo abbiamo prima che venga inghiottito da Yggdrasil” aggiunse Charlotte.

“Dobbiamo ancora informare Lord Grimm e Lady Pandora, non possiamo abbandonare tutto per questo”, ricordò Grusbalesta, aggiustandosi gli occhiali. (MUOIO ndYumi)

“Inoltre abbiamo il loro ragazzo. Sembra essere abbastanza importante. E un po’ di riposo potrebbe fare bene a molti di noi.” Disse Moojdart, fluttuando pigra davanti agli altri.

“Più importante del riposo.” Fece Milest. “Lapis potrebbe decidere di attaccare mentre cerchiamo Refarth. La maggior parte di noi dovrà rimanere indietro, mentre un piccolo gruppo si stacca per recuperare il castello con la forma di pietra di Almerius “.

“Allora è deciso”, disse Lumia, schioccando le dita, con una speranza rinnovata negli occhi e un piano formulato. “Tutti voi potete tornare da mio frat – dal re. Io e la Ragazza Scarlatta  ci dirigeremo verso Refarth con Almerius.”

“Posso andare da sola, hehehe, non è una menzogna” suggerì Nyarlathotep.

“Il solo fatto che tu lo proponga, mi fa diffidare ancora di più.” Disse Lumia. “Ma se stiamo andando a Refarth…” Lumia schioccò le dita e un giovane vestito in maniera bizzarra sbucò da una nuvola di fumo. I suoi vestiti ornati di grigio e di blu suggerivano una sorta di nobiltà, ma il tono inconfondibile dell’uomo lo smentiva completamente.

“Hai chiamato… Padrona?” Disse il ragazzo piuttosto sdegnato. “Che bisogno hai di me, il grande Mefisto?” (MEfisto ToyBoy di Lumia ndYumi)

“Demoni, Lumia? Davvero?” Nyarlathotep chiese brusca. (Nyarla Gelosa ndYumi)

“Zitta, visto che sei così potente…” Disse rapidamente prima di riportare la sua attenzione al suo servo demoniaco. “Ho bisogno che tu vada al villaggio elfico e trovi l’elfa chiamato Melfee. Portala da noi.”

“Tch. Se devo farlo.” Il demone sospirò prima di scomparire.

“Va bene ragazzi! Muoviamoci.” Zero esortò tutti i membri del gruppo diretti al Palazzo di Luce, affinché accelerassero il passo. Lumia ne approfittò per fermare Millium, con Ryula che si era allontanata da lui per un attimo.

“Ah, zia?”

“Prima di andare ho bisogno di dirti qualcosa. Tu sei come me e tuo padre, con le Fiabe intendo. La nostra famiglia ha quello nel sangue. Ma tu non sei solo noi. Sei anche tua madre. Ecco da dove viene il tuo potere antico, credo. Tua mamma. Lapis, lui… usa un potere che è simile al suo. Penso che per poter vincere, per liberare Alice, potremmo anche aver bisogno di vedere quella parte di te”.

“Il potere… della mamma? Penso di capire, zia. Tornerò a casa con gli altri allora.”

“Ah, e non dire a tua madre di tutto ciò!” Aggiunse Lumia mentre lei e Nyarlathotep si separavano dal resto del gruppo.

Fortunatamente, la radura che circondava il lago dove Refarth era crollato parecchi decenni prima non era troppo lontana dal Palazzo di Luce. Il groviglio inquietante delle radici dell’Yggdrasil corrotto non era ancora arrivato così lontano, perciò la radura sembrava essere in uno stato di pace, ignorante degli eventi disastrosi fuori dai confini della foresta.

Nyarlathotep portava Almerius, ora tornata alla sua forma di pietra, guardando questa con occhi ampi e affamati.

“Hehehe, sai che probabilmente ti avrei mangiata se ti avessi trovato così tempo fa.” Disse alla pietra luccicante. “Ma adesso… spero davvero che le cose funzionino, hehehe. Non è una menzogna.” Una brezza leggera arrossì l’erba e i rami della radura, portando un odore particolare al naso di Nyarlathotep, familiare ma non nativo dei boschi. Era un odore che aveva cercato di imitare una volta quando aveva rubato il nome del suo proprietario.

“Hehe, così sei venuta anche tu?” Nyarlathotep scosse la testa in modo incessante.
” Immagino che Grimm ti abbia detto.”

“Ti dirò…” La donna cominciò a spiegare mentre usciva da dietro la un cespuglio. “Mi sono nascosta solo perché non mi fido di te.” La voce apparteneva al vero Cappuccetto Rosso, che si sistemò il mantello e il cappuccio mentre si alzava. I suoi lunghi capelli dorati erano legati in grosse trecce ed i suoi occhi verdi brillavano con dolcezza, anche mentre osservava sospettosa Nyarlathotep.

“Non mi fidi di me? Hehehe, sono proprio le parole che un bugiardo potrebbe usare, hehehe.” La Cthulhu sorrise ampiamente, deridendo la Fiaba. “Sono qui per riportare in vita la tua vecchia casa, no? Abbi almeno  un briciolo di fede, hehehe. Non è una menzogna”.

“A maggior ragione dovrei trovarmi qui, non trovi?” Spiegò Cappuccio, incrociando le braccia.

“Nostalgica, vero? Hehehe.” Gli occhi di Nyarlathotep brillavano con una fame innaturale. “Forse dovrei mangiarti, in ricordo dei vecchi tempi? Hehehe.” Nyarlathotep mostrò i suoi denti affilati.

“Oh? L’ultima volta che abbiamo combattuto credo di essere stata io quella che ha vinto, o hai dimenticato?” Cappuccetto Rosso sorrise in risposta alla sua controparte.

Ci fu un momento di silenzio mentre le due si fissavano a vicenda, una forte aria di concorrenza seppur amichevole tra di loro, prima che entrambe tornarono a rilassarsi.

“Suppongo che avremo un sacco di tempo per questo, dopo che il mondo sarà al sicuro”, disse Cappuccetto.

“Solo se entrambe sopravvivremo, hehehe” aggiunse Nyarlathotep.

“Hey! Sono tornato con Melfee! “ Una voce chiamò da lontano, mentre la sagoma di Lumia emergeva dai margini della foresta accompagnata da altri due, un’elfa dall’aspetto calmo e un demone dall’aspetto scostante.

Arrivati, i tre, salutarono i due “Cappucci”. “E’ un piacere vederti di nuovo, Melfee”, disse Cappuccetto Rosso. “Te la stai… passando bene?” Cappuccetto Rosso cercò di girarci intorno senza porre la domanda direttamente, per paura di ricordare a Melfee la morte della sua insegnante. (SIGH ndYumi)

“Sì. Sto bene.” Disse Melfee con calma, con un piccolo sorriso sul suo viso dolce. “Ci sarà tempo per elaborare quando tutto sarà finito”.

“Ahem!” Mefisto interruppe, schiarendosi la gola in maniera piuttosto evidente. “Tutto questo è tremendamente noioso, quindi se non ti dispiace, Padrona, ho fatto quello che mi hai chiesto. Posso andare adesso?” Il demone lanciò un’occhiata stanca a Lumia.

“Sì sì, vai pure, pigrone”. Disse Lumia congedandolo con un gesto della mano. In un soffio di fumo viola il demone scomparve.

“Hehehe, dovremmo iniziare presto. Non abbiamo molto tempo”. Anche se Nyarlthotep ridacchiava come al solito, Cappuccetto Rosso notò che si stava guardando intorno un po’ nervosamente. Per un attimo pensò di chiedere a colei che le aveva rubato l’identità cosa la turbasse, ma decise di non farlo. Probabilmente stava cercando di stuzzicare gli altri.

“Tutto quello di cui abbiamo bisogno è Almerius” disse Melfee. “Il castello dovrebbe rispondere al potere della pietra e alzarsi di nuovo.” Melfee si fermò per un momento mentre guardava la sua antica casa. “Vorrei solo che avessimo mantenuto la struttura in uno stato migliore, ma avremo tempo per farlo dopo che avremo salvato il mondo suppongo” disse sospirando, alla prospettiva di quel lavoro.

I quattro entrarono in acqua e salirono sui mattoni muschiati dei bordi esterni di Refarth. Quasi subito la grande struttura in pietra cominciò a scricchiolare rumorosamente, alzando un polverone mentre cominciava nuovamente a galleggiare in cielo.

“È un po’ dolceamaro, vero?” Disse Melfee a Cappuccetto Rosso, mentre le due si avvicinavano alla loro casa abbandonata.

“È un’opportunità per ricominciare.” Fece Cappuccetto Rosso incoraggiata e sorridente. Tuttavia la conversazione tra le due fu interrotta quando l’ascesa del castello si fermò all’improvviso, facendo vibrare la struttura per la frenata brusca e violenta. Con Almerius nella sua forma di pietra, il castello doveva essere in grado di salire senza problemi. Qualcosa altro stava interferendo.

“Cosa sta succedendo?” Esclamò Lumia, alzandosi da terra dopo essere stata atterrata.

“Hehehe, un mio vecchio mio amico è venuto a farci visita”, disse Nyarlathotep, l’unica a non essere stata abbattuta dall’improvvisa frenata del castello.

“Un vecchio amico?” Disse Lumia, confusa e sospettosa.

“Non c’è tempo per spiegare. Dovete andarvene subito.” Il solito sorriso di Nyarlathotep era scomparso. Sostituito da un’espressione preoccupata.

“Di cosa stai parlando?” Chiese Cappuccetto Rosso.

Senza rispondere, un tentacolo scivolò da sotto il cappuccio di Nyarlathotep, colpendo rapidamente Lumia facendola cadere nell’acqua sotto il castello che levitava ancora a solo poche decine di metri sopra la superficie.

“Addio amica mia. Non ti preoccupare. Porterò a termine la mia parte. Hehehe non è una menzogna.” La Cthulhu sussurrò a se stessa. Poi si preparò ad afferrare Cappuccetto e Melfee, ma era ormai troppo tardi.

Un uomo apparve da un portale di follia vorticosa. Una folata di aria calda proveniente dal portale travolse le guance di Nyarlathotep, mentre un uomo ben vestito usciva dalle sue profondità, con il cancello che si chiuse immediatamente dietro di lui.

“Ne è passato di tempo. Sono impressionata dal fatto che tu sia riuscito ad intrufolarti.” Nyarlathotep sorrise.

“Intrufolarmi? E’ stato piuttosto facile. È dovere dei ladri sfruttare tali debolezze. “Umr ricambiò il sorriso di Nyarlathotep con uno dei suoi, e tese la mano. “Mi servirà quella pietra che hai” disse, riferendosi a Almerius.

“Che peccato, non credo che te la darò. Hehehe.”

“Devi aver preso le mie parole per una richiesta”, disse Umr con fiducia. Numerose altre porte si aprirono intorno a Nyarlathotep, mentre tentacoli inquietanti strisciavano fuori da essi. Le creature blu-verde putrido digrignavano i denti affamate.

“Beh, dal momento che sei ancora qui, cosa ne dici di darmi una mano, ‘Vera’ Cappuccio” chiese Nyarlathotep.

“Non c’è nemmeno bisogno di chiedere, ‘Finta’!” Rispose Cappuccetto Rosso.

“Non dimenticatevi di me!” Melfee insistette, unendosi alle altre due. “Anche se non mi piace l’idea di dover combattere così tanto, sembra faticoso.” L’elfa decise di evocare una barriera magica difensiva intorno a loro tre mentre Nyarlathotep e Cappuccetto  erano impegnate a respingere le creature di Umr, Nyarlathotep con i suoi tentacoli e Cappuccetto Rosso con un arco che aveva evocato.

Purtroppo, anche Umr si unì rapidamente alla lotta, abbattendo la barriera di Melfee e spostandosi in fretta per colpire la maga elfica. Tuttavia, l’attacco dell’uomo sinistro fu intercettato da Nyarlathotep, che si era mossa a una velocità impercettibile per fermarlo.

“Umr…” cominciò Nyarlathotep. “Qualsiasi cosa Lapis ti abbia promesso…”

“Promesso?” L’altro Cthulhu rispose. “Quella piccola canaglia non mi ha promesso nulla. La morte ed il caos si adattano meglio al nostro genere. Dovrei chiedere cosa gli umani hanno promesso a te traditrice.”  (Lumia 😀 ndYumi) Umr fece qualche passo indietro preparandosi a colpire di nuovo, insieme a diverse sue creature evocate.

Melfee e Cappuccetto Rosso stavano tenendo impegnati i mostri più deboli con attacchi a distanza mentre Nyarlathotep si spostò ad una velocità impercettibile all’occhio mortale per intercettare Umr, questa volta per impedirgli di colpire Cappuccetto Rosso. Tuttavia, del sangue macchiava vistosamente la pelle di Nyarlathotep.

“Finta? …” chiese Cappuccetto, preoccupata.

“Hehe, sembra che questo sia il limite del mio corpo umano.” Nyarlathotep sorrise, con i denti macchiati con il proprio sangue. “Immagino che non riuscirò a sentire i rimproveri di Lumia, dopo tutto, hehe”. Nyarlathotep si asciugò il sangue dal viso.

“Ho apprezzato davvero questa vita,  sapete. Anche se si trattava di una bugia, hehe. Questo è il problema con le cose, non è vero? Le menzogne sono una gentilezza temporanea, e la verità è una crudeltà permanente. Quindi… lasciate che vi mostri la verità più grande di tutte!”

Traduzione: Valerio Luzzi fonte:fowtcg.com

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