La Storia di Fow: Echi del nuovo mondo Parte 3

Capitolo 3: Alice, libera

Lapis stava impiegando più tempo di quanto avesse previsto per elaborare e adattarsi al potere che aveva rubato ad Alhama’at. Aveva sempre saputo che il vecchio era potente, ma si trattava di più di quello. C’erano strani segreti, visioni, verità oltre le porte chiuse a tutti gli altri, cose che Lapis ancora non riusciva a capire. Le aveva classificate come nient’altro che strascichi della follia del vecchio, mettendole da parte nella speranza che sarebbero svanite dalla sua mente dopo un certo tempo.

Questo non vuol dire che tutte le conoscenze che aveva rubato erano inutili insensatezze sulla verità o cose del genere. Lapis aveva conosciuto la ragazza dragonide che Alhama’at aveva tenuto prigioniera e l’aveva usato contro di lui, ma sembrava che ci fosse un’altra dragonide che Alhama’at aveva lasciato vivere. Sembrava essersi impegnato molto di più per tenerla nascosta e al sicuro, sigillandola magicamente in una torre ora sepolta sotto terra e sorvegliata con antiche magie che impedivano a chiunque di ricordare anche solo di averla vista. Ma con Alhama’at andato, il luogo era ora accessibile a Lapis. Quest’ultimo si era defilato dopo aver evocato Yggdrasil, per trovarla. L’albero era abbastanza potente per inghiottire il mondo, non c’era bisogno di sforzarsi oltre. Inoltre, questa dragonide era troppo preziosa ora che sapeva della sua esistenza.

Da solo, ora, scendeva giù per la spirale tortuosa immersa nel sottosuolo. Finalmente le vecchie scale in pietra lasciarono il posto ad una grande stanza aperta. Adornato da innumerevoli talismani, un grande altare si trovava sul lato più lontano della stanza con una fila di toori che portavano ad un grande letto dove si trovava rannicchiata la figura inconfondibile di una piccola persona.

“Eccoti…” Le labbra di Lapis si piegarono in un sorriso malevolo mentre passava sotto i toori  e procedeva verso il letto. Nonostante la sua presenza, il sonno della piccola dragonide non sembrava affatto disturbato  e continuava a dormire pacificamente.

“Svegliati” ordinò Lapis. Ancora la ragazza non si mosse.

Frustrato dalla ragazza che gli stava facendo perdere tempo, Lapis diventò rapidamente impaziente. Avrebbe preferito eliminarla, o semplicemente lasciarla lì per l’eternità, ma sapeva che era troppo importante, utile, per lasciarla da sola. Soprattutto perché il luogo in cui si trovava non era più ignoto.

“Ho detto… svegliati!” Gridò, e il potere della sua voce scosse le pareti dell’antica struttura, penetrò nel suo stesso corpo dandogli una strana sensazione di shock. Si trattava ancora del potere di Alhama’at. Il potere delle parole. Non aveva capito quanto era pericoloso. Doveva stare più attento, affinché non finisse davvero per ferirsi. Dietro di lui, uno dei toori crollò a causa dell’eco delle sue parole che pervase l’intera stanza.

“Io sono Lapis.” Il giovane si presentò con un sorriso fiducioso. “Come ti senti, Sacerdotessa Manipolatrice del Tempo?”

“Non chiamarmi così” disse la ragazza, sbadigliando ancora. “Questo non è altro che un potere abominevole. *Yawn*. Come hai detto che ti chiami? Lavish?”

“Lapis”, ribadì irritato. “Farai bene a ricordarlo.”

“Oh? Hai rotto le mie cose.” Disse Flute, senza badare  ai commenti di Lapis. In un battito di ciglia il cancello di toori che era crollato era di nuovo integro.

Questo è il suo potere. Lapis pensò tra se. Questa ragazza richiede un approccio diverso.

“Sono venuto a trovarti perché il mondo è in pericolo “ cominciò Lapis. “Sto cercando di salvarlo, ma non posso farlo da solo. Ecco perché sono venuto da te, Sacerdotessa.”

“Flute”, precisò la ragazza. “Non dimenticarlo.” portandosi il dito di fronte al visto. “Ti ho già detto, il mio potere provoca solo problemi”.

“Il tuo potere può anche risolverli i problemi.” Lapis si fermò per un attimo per scegliere con attenzione le sue parole. “Voglio aiutarti a capirlo.”

“Oh ? Sei divertente Laplace. “

“Lapis”.

“*Yawn*. Come vuoi. Nessuno si è mai offerto di aiutarmi prima. Di solito hanno paura di essere cancellati o qualcosa del genere.”

“Non ho paura di te” disse Lapis. Questo, almeno, era vero, non aveva paura di nessuno. Non con Alhama’at morto.

“Beh…” disse Flute, stirandosi. “È passato un po’ da quando da quando sono stata sveglia l’ultima volta, quindi dimmi un po’ di tempo per prepararmi”.

“Va bene.” Disse Lapis con il sorriso più gentile che poteva, anche se i suoi pugni erano stretti. “Perché non ti racconto alcune  cose dal mondo esterno mentre ti prepari?”


Dopo che tutti ebbero fatto ritorno al Palazzo di Luce, Millium e Pandora partirono per controllare i progressi del restauro di Refarth, mentre i restanti Saggi, Grimm, Kaguya, Charlotte e Ryula rimasero dietro per aiutare i popolani del Palazzo di Luce a prepararsi per l’evacuazione.

“Non devi venire per forza, madre. So come combattere da solo”, protestò Millium.

“Non ne dubito. Ma non è più sicuro viaggiare in due piuttosto che da soli? Inoltre tuo padre è preoccupato per Lumia e Cappuccetto Rosso, quindi sapere che ci sono anche io lo aiuterà a rilassarsi.” Millium non rispose, chiaramente ancora un po’ imbarazzato che sua madre lo stesse accompagnando.

“Così…” disse Pandora, mentre i due continuavano ad avanzare velocemente verso la forma fluttuante di Refarth. “Quando mi avresti detto che avete iniziato a frequentarvi?”

Millium per pocò non inciampò sui suoi stessi piedi per lo shock. “C-cosa? Io non…?”

“Oh?” Chiese sua madre, ridacchiando. “Ma tu e quella ragazza con gli occhi ambrati continuate a scambiarvi furtivamente quegli sguardi carini.”

“È… uh… è complicato” disse Millium, grattandosi nervosamente la guancia.

“Non hai fatto nulla per farla arrabbiare giusto?”

“No! No… Forse? Comunque non volontariamente. Solo… Lei prova qualcosa per me, ma non la conosco affatto. Non lo so, è strano.” Millium alzò lo sguardo verso la madre, che aveva gli occhi pieni di lacrime.

“M-madre? Stai bene?”

“Sono così felice di vedere che il mio piccolo Milly cresce!” Esclamò, spazzando via le lacrime. “Ma ne parleremo più avanti. Per ora…” Pandora indicò  Refarth mentre i due si avvicinavano al lago dove si era schiantato. “Preoccupiamoci di questo. Qualcosa non va qui, il castello non dovrebbe essere così statico.”

Un’esplosione scosse la struttura galleggiante e mandò in aria un pennacchio di polvere e fumo, sorprendendo Millium e Pandora.

“Cosa sta succedendo?” Chiese Millium rivolgendosi a sua madre che poté solo rispondere con uno sguardo ugualmente confuso.

“È la ragazza rossa” disse Lumia, salutando i due mentre si strizzava l’acqua dai capelli. “C’era… non lo so, un’altro dei suoi. Si è presentato per cercare di fermarci. La ragazza rossa… lei… ha cercato di proteggermi.”

“Dove sono Melfee e Cappuccetto Rosso?” Chiese Pandora.

“Ancora lì con lei, combattendo il mostro.” Lumia indicò Refarth. “Non è riuscita a scansarle per tempo”.

“Nyarlathotep è veramente forte.” Millium incoraggiò. “Sono sicuro che abbia tutto sotto controllo.”

“Sì, sì, hai ragione!” Disse Lumia tentando di riprendere la sua compostezza. “E poi l’erba cattiva non muore mai, giusto?”

“Per ora dovremo credere nei nostri amici”, assicurò Pandora. “E concentrarci su ciò che possiamo fare”.


Persa nel mondo infinito e stagnante all’interno del sigillo in cui era stata intrappolata, Alice continuava a  far lavorare la mente cercando di trovare una via d’uscita.

Se non posso muovermi, non ho modo di interrompere fisicamente qualunque cosa sia. Pensò. Nemmeno la magia sembra funzionare.

Tuttavia Alice aveva una terza opzione, una non disponibile per la maggior parte delle altre persone. Non poteva ricorrere al fisico o al magico. Ma aveva ancora i suoi pensieri. La sua mente, la sua anima, era ancora in grado di funzionare in quello spazio sigillato. Perché esattamente Lapis avesse permesso una cosa del genere, lei non lo sapeva. Forse per farle provare il dolore di essere intrappolata, ma la sua crudeltà le aveva dato inconsapevolmente una possibile via di fuga.

Quel sigillo era probabilmente progettato per contenere una sola entità. Ma se ci fossero state improvvisamente due entità all’interno di esso, si sarebbe potuto indebolire, permettendole di fuggire. Non apprezzava particolarmente l’idea, specialmente quando non c’era alcuna garanzia che avrebbe funzionato. Ma era l’unica idea plausibile che aveva finora, e poteva solo provare o rimanere intrappolata per sempre.

Raggiunse  profondamente i confini del proprio essere, fino ai suoi ricordi. E lì lo trovò, l’odio doloroso che una volta aveva tanto disprezzato e che aveva dato vita ad un essere diverso. Lei e l’altra Alice erano state riunite dal potere di Yggdrasil su Attoractia, ma ora sembra vache le due avessero bisogno di essere separate di nuovo.

Alice si distaccò del potere di Yggdrasil che aveva legato le due, e Alice oscura fu nuovamente libera.

Heehee. Lo hai fatto davvero. Il pensiero di Alice Oscura risuonò nella mente di Alice mentre appariva.

Solo perché ho pensato che altrimenti sarei rimasta intrappolata. Alice rispose, notando che il vuoto all’interno dello spazio sigillato cominciava a svanire, incapace di gestire due presenze.

Una volta che saremo fuori, cosa mi impedirà di uccidere te ed i tuoi amici? Alice Oscura scherzò.

Non credo che sia quello che vuoi. Disse Alice. Entrambe vogliamo la stessa cosa alla fine, no? Hai visto cosa succede quando si prova a farlo da sola. Se vuoi veramente arrivare a Lapis…

Finalmente il sigillo crollò e svanì, e le due apparvero ai piedi delle radici del corrotto Yggdrasil.

“… Allora lavorerai insieme a tutti gli altri.” Finì Alice.

“… Feh. Non pensare di poter iniziare a dirmi cosa fare. Schrödinger, andiamo!”

“Meow ~” Il gatto ombra apparve sulla spalla di Alice, mentre la ragazza si involò nel cielo.

“Aspetta!”, Esclamò Alice, mentre le radici dell’albero maligno avvertirono la presenza delle due. Tuttavia Alice Oscura si occupò rapidamente dei viticci, tagliandoli con la sua falce.

Alice inseguì la sua controparte, volando dietro di lei. “Dove vai?” Chiese, ma Alice Oscura non le  offrì alcuna risposta. Tuttavia, Alice capì subito quando vide Alice Oscura atterrare di fronte a Millium, Lumia e Pandora, i quali sembravano essere abbastanza sorpresi di avere due Alice in piedi davanti a loro.

“A-Alice?” Cominciò Lumia, sconcertata. “Pensavamo che tu fossi…”

“Questi idioti sono così lenti” si lamentò Alice Oscura, interrompendo Lumia. “Come fai a non volerli uccidere?”

“Meow”, Schrödinger gridò in accordo.

“Ah, scusatemi tutti.” Alice si inchinò leggermente. “Questa è… la mia altra metà, suppongo che la chiamereste così. Sono riuscita a fuggire dalla prigione di Lapis separandomi da lei. Ci aiuterà a sconfiggerlo”.

“Ricordatevi che sarò io quella che lo ucciderà” disse Alice Oscura, con uno sguardo affamato nei suoi occhi. “Nessuno di voi si metta in mezzo, o il suo sangue finirà per colorare la mia falce”.

“Sei sicura che possiamo… fidarci di lei?” Chiese Pandora. “Sembra piuttosto… violenta”.

“È lei che ci ha portate qui” ammise Alice. Rivolse uno sguardo verso Alice Oscura per un momento, ma la sua controparte non sembrava in alcun modo intenzionata a parlare, quindi continuò. “Dove sono gli altri?”

“Molti sono tornati al Palazzo di Luce, preparandosi a difenderlo se Lapis si fosse diretto lì” spiegò Lumia. “Un paio di noi sono venuti a prendere Refarth, ma un mostro è apparso. La Ragazza Rossa e gli altri stanno ancora lottando.” Lumia indicò il castello, sospeso ancora a mezz’aria.

“Allora è lì che andremo” rispose Alice. “Voi fareste meglio a tornare al Palazzo di Luce”.

“Ma non abbiamo ancora fatto niente!” Protestò Millium. “Ho battuto Alhama’at, ma tutto quello che ha provocato è stato rendere Lapis più forte. Non riesco a tornare al palazzo. Io… voglio aiutare.”

“Hai aiutato.” Lumia carezzò la testa del nipote. “Sei venuto ad aiutarmi. Ed ora mi aiuterai a tornare. “

“Questa è una guerra, Millium” disse Pandora. “È una serie spiacevole di passi avanti e passi indietro. Non si tratta sempre e solo di colpire il tizio cattivo”.

“Euch. Mi avete davvero scocciata.” Alice Oscura si involò verso Refarth.

“Mi piacerebbe assicurarmi che non faccia saltare in aria il castello, visto che ne abbiamo ancora bisogno.” Alice sospirò, ma si fermò per un attimo. “Lumia, hai ancora la Terra?”

“È in un posto sicuro al Palazzo, perché?” Fece Lumia.

“Penso che possiamo ripristinarla. Non perfettamente, ma è un qualcosa di cui avremo bisogno, credo. La Terra originale era una fonte di energia potente. Con Kaguya che ha riacquisito le sue capacità di manipolazione del tempo e il tuo talento di ripristino… beh, sono sicura che lo capirai.” Alice sorrise dolcemente per un attimo prima di inseguire Alice Oscura.


[Ed ora finalmente, la parte interessante, ossia quella con Grusba <3 ndYumi]

“Mikage Seijuro…” disse Grusbalesta, mentre il suo antico nemico vampiro si avvicinava lentamente. “Quindi sei veramente tornato.”

“Da molto tempo mi aggiro per il mondo dei mortali, Grusbalesta. Semplicemente ti ho permesso di venirne a coscienza di recente.”

Poco dopo che Pandora e Millium ebbero lasciato il Palazzo Luce, il vampiro e le sue tre figlie si erano infiltrate facilmente nel castello, mentre i loro servitori vampiri terrorizzavano la città ora che il sole cominciava a tramontare. Grimm, Kaguya, Charlotte e la maggior parte dei Saggi erano occupati in città. Zero e Grusbalesta, però, erano stati richiamati dal Signore dei vampiri nella grande sala del trono del castello. La sala scura era illuminata solo dagli ultimi raggi del sole serale e gli occhi di Mikage brillavano di un colore sinistro, affamato e rosso.

“Zero, dobbiamo muoverci velocemente, sarà in vantaggio quando il sole sarà tramontato completamente.” Grusbalesta guardò la sua amica Saggio, ma la donna non ricambiò il suo sguardo. Invece era completamente rapita dal Signore dei vampiri. Da quando era apparso per la prima volta. I suoi occhi erano sgranati dalla paura. Temeva che avrebbe potuto ricordare nuovamente le cose sepolte da troppe vite ormai.

“Forse… dovrei assorbire prima la sua forza vitale?” Mikage si rivolse lentamente verso Zero. “Sarebbe molto più divertente costringerti nuovamente a guardare la vita che lascia il corpo di qualcuno a cui tieni”.

“C-chi… sei tu?” Disse Zero a bassa voce. “Non mi conosci… ma… io… ti conosco. Perché io…”

“Zero!” Grusbalesta gridò mentre il vampiro si lanciò in avanti per colpire la donna. “Maledizione!” Il Saggio batté le mani e una barriera viola si innalzò intorno a lui e a Zero, respingendo i vampiri, anche se solo per un attimo. “Zero bisogna che tu ti riprenda.”

“Non capisci… è… io… penso che sia…”

“Oh? Sei in difficoltà Grusbalesta?” Fece una nuova voce da qualche parte nella stanza. “Mille anni e non hai ancora imparato le abilità necessarie a sopravvivere in questo mondo.” Una strana sensazione attraversò la sala del trono, come se un migliaio di mani si aggrappassero a tirar giù qualcuno nella tomba con loro. indebolì chiunque nel suo raggio, inclusi Grusbalesta e Zero, fin quando il primo creò ancora una volta una barriera per proteggerli dalla magia maledetta.

“Ngh, Lilias Petal. Vedo che sei tornato anche tu.” Disse Mikage con i denti stretti e affilati. “La tua magia di morte non poteva distruggermi mille anni fa, e non può certo distruggermi ora”.

“Forse no…” rispose quello chiamato Lilias, uscendo da un angolo scuro della stanza del trono, con un sorriso sottile sul suo volto alabastro. “Ma ti può danneggiare e mi chiedo se il tuo seguito condivida la tua costituzione invidiabile”.

Mikage si prese un momento per guardare le sue tre figlie, che faticavano a rimanere in piedi, mentre la maledizione di Lilias le affliggeva sempre di più.

“Grahh!!”

Zero, approfittando dela distrazione momentanea di Mikage, caricò lasciando la sicurezza della barriera, accendendo la sua sciabola magica e spingendola verso Mikage.

“Oh cielo…” osservò Lilias, portandosi una mano pallida alla guancia.

“Zero…” disse Grusbalesta, confuso e preoccupato per la sua amica.

“Dimmi.” Disse Zero, con i denti digrignati, mentre sentiva la maledizione che si diffondeva nel suo corpo. “Dimmi perché ti conosco”, chiese.

“Ho conosciuto molti individui nei miei tempi, bambina. Certamente non puoi aspettarti che mi ricordi ogni insetto che… “

“NON CHIAMARMI ‘BAMBINA’!” Urlò Zero.

“Hm? C’è la rabbia dei ricordi nelle tue parole. Eppure non riesco a ricordare il nostro incontro. Forse avremo la possibilità di discuterne di nuovo in futuro. Magari con della compagnia un po’ più… civile” Mikage lanciò un’occhiata a Grusbalesta e Lilias. “Fino ad allora, devo occuparmi delle mie figlie. Addio.” La forma di Mikage scivolò nell’ombra, passando tra le sue figlie e portandole via con lui, nell’oscurità della notte.

Lilias rilasciò la sua maledizione e Zero cadde in piedi, esausta.

“Bambina…” mormorò Zero. “Mi ha chiamata…”

[fonte: fowtcg.com Traduzione: Valerio Luzzi]

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