La Storia di Fow Echi del Nuovo Mondo Parte 6 – La Fine –

Capitolo 6: La Fine

Il miasma di Yggdrasil continuava a diffondersi attraverso i cieli. Senza la luce della luna e della Terra, Alice e gli altri si sarebbero indeboliti notevolmente, e Lapis lo sapeva, la luce stava per lasciare spazio ad una grande ombra.

“Questa è la fine di ogni speranza”, disse Lapis deciso.

“Non sta a te deciderlo!”  Disse Alice, mentre incalzava Lapis


“Hai pensato ad un piano?”  Disse Alice Oscura come se Alice fosse l’unica a sentirla.


“No, non c’è niente da fare, possiamo solo aspettare che Yggdrasil si fermi in modo da poterci avvicinare. Ci aiuterai, giusto?” Alice guardò Alice Oscura in attesa.

”Tch. Lo stai davvero chiedendo anche dopo tutto questo? Non ho scelta.”

“Beh, grazie comunque.” Alice fece un sorriso stanco.

“Meow ~” Schrödinger miagolò nuovamente come a voler partecipare alla conversazione. (Che graziosissimo <3 ndyumi)

In basso, con il gruppo di Pandora, la battaglia alle radici di Yggdrasil si faceva sempre più intensa.

Viola e Luna, rimaste senza il loro padrone, erano le uniche a non essere morte o fuggite e combattevano ora per Lapis, temendo le conseguenze di una scelta diversa. Lumia, Charlotte, Pandora e Millium erano impegnati con loro, mentre Grimm e Zero tentavano di spingersi più possibile verso le radici di Yggdrasil per colpire l’albero deformato. Tuttavia, quando furono vicini, un nuovo nemico gli si parò innanzi.

“Morirete in onore del Maestro Lapis. Sostituirò la vostra anima con la mia.” Era Sylvia. Scagliandosi rapidamente oltre Grimm e Zero si preparò a colpire Pandora, tuttavia, Zero riuscì ad eguagliare la sua velocità intercettando la serva di Lapis prima che potesse colpire la Regina del Palazzo di Luce.

“Non ci riuscirai mai.“ Disse Zero.

C’erano tante cose che Zero voleva proteggere, anche se aveva già perso tanto in questa lotta a causa della propria debolezza. Il dolore di queste perdite aveva provocato una profonda risoluzione nella sua mente. Non sarebbe stata costretta a sentire nuovamente quella sensazione orribile, vuota. Non avrebbe permesso a nessuno di fargliela sentirla più. Anche a costo di spremere fino all’ultima goccia del suo potere, avrebbe salvato tutti.

Le lame di Sylvia e Zero sfrecciavano come fulmini e si colpivano l’un l’altra come tuoni. Sebbene ridotta ad un servo senza volontà, Sylvia manteneva ancora il potere del drago che possedeva una volta, in aggiunta al potere oscuro che Lapis aveva utilizzato per resuscitarla. Era un terribile nemico da affrontare in battaglia. Zero, però, si  rifiutava di essere sopraffatta, e la sua abilità senza pari nell’uso della spada le consentiva di difendersi dagli attacchi selvaggi di Sylvia. Purtroppo, però, era tutto ciò che Zero era in grado di fare, era costretta a difendersi senza alcuna possibilità di contrattacco per cercare un’apertura e passare all’offensiva.

“Millium, mi senti?” Chiese Zero.

“Sì, maestra”, rispose il Principe.

“Voglio che tutti voi vi spingiate verso Yggdrasil”.

“Ma Maestra, e tu…”

“Sto bene. Piuttosto, è meglio che ti separi da me. Non voglio dare a Sylvia la possibilità di attaccare te o gli altri.” Millium poteva sentire la risoluzione nelle parole di Zero.

“Capisco.” disse Millium dopo un breve momento.

“Quando ci incontreremo di nuovo, chiamami ‘Zero’. Tu sei il futuro Re. Non sono più la tua Maestra”, mentre incrociava le lame Zero rivolse un sorriso al suo allievo di lunga data. (Che graziosi <3 ndYumi)

“…va bene.” Millium e gli altri si separarono da Zero e si avvicinavano verso Yggdrasil. Mentre la guardava, Millium giurò di aver visto qualcosa di strano negli occhi di Zero che non aveva mai visto prima. Forse la sua espressione tradiva la sua rabbia.

“Non puoi scappare.” Sylvia tentò ancora di avventarsi su Pandora.

“Ti ho già detto che non ti permetterò di farlo.” Zero incrociò nuovamente le lame con Sylvia, impedendole di proseguire. Poi generò un cerchio protettivo intorno alle due, sperando di isolare Sylvia dai suoi bersagli.

“Mi dispiace, ma non ti allontanerai più” disse Zero.

“Uno sforzo ammirevole, per proteggerli da me” osservò Sylvia, Zero rise.

“Be’ quasi. Questo cerchio non è per proteggerli da te, è per proteggerli da me.” Per troppo tempo Zero aveva rinnegato una metà di se stessa, la parte che attingeva alla magia oscura. Tuttavia, non poteva più permettersi di negare il suo potere. Se lei, se tutti loro, volevano sopravvivere, avrebbe dovuto usare tutta la sua forza. Mescolando al suo interno le forze magiche di luce e oscurità, Zero avvertì le strane sensazioni che aveva provato confrontandosi col ritorno di Alhama’at e Mikage, anche se aveva fatto di tutto per ignorarle. Insieme, le sue magie di luce e di oscurità formavano una forza esplosiva. Era per questo che Zero aveva evocato il cerchio protettivo. Non era sicura di poter controllare a lungo la potente miscela delle due energie.

“Fatti sotto, servitrice di Lapis”  Zero invitò Sylvia, uno degli occhi del Saggio era adesso di un profondo cremisi.

C’era una insolita freddezza nella voce di Zero, quasi unica alle sue parole. Un vortice di luce e di oscurità scoppiò dai suoi piedi e spirò intorno al suo corpo. Era abbastanza forte per terrorizzare un avversario qualunque, ma Sylvia era schiava del potere di Lapis e le era stato ordinato di uccidere questi intrusi. Passo dopo passo, la draghessa preparò la sua spada per eliminare Zero in un solo colpo mortale.

“È veramente tutto ciò che puoi fare?” Chiese Zero, provocando Sylvia.

Zero non aveva bisogno di schivare l’attacco, non sarebbe mai andato a segno. La magia gravitazionale di Zero si faceva più intensa via via che si avvicinava, al punto che Sylvia si trovò immobile una volta arrivata alla distanza giusta per colpire il suo obiettivo.

“Questa è la fine, sei libera ora.” Avvolta di luce e di oscurità, Zero trafisse Sylvia con un singolo colpo. La draghessa, una volta orgogliosa, crollò in una pozza di sangue fresco, ed il suo corpo cominciò a dissolversi, trovando forse la libertà e la pace. Anche Zero, però, sembrava ferita dal proprio attacco, e cadde in ginocchio.

“Sembra… che ancora non sia riuscita ad eguagliarti… Fieth…” Zero ansimò, dopo aver prosciugato il proprio corpo usando la magia. Se avesse continuato a lottare a quel livello, c’era una buona probabilità che la sua magia l’avrebbe consumata.

“Heh… Non hai ancora… ancora vinto.” Sylvia boccheggiava mentre il suo corpo evanescente era riverso nel sangue. Anche in punto di morte, Sylvia era ancora ai comandi di Lapis e aveva intenzione di giocarsi un ultimo tentativo per attaccare. Utilizzando il proprio spirito come catalizzatore si era trasformata in un’esplosione di fiamme. La sua flebile forma cedette il posto al fuoco ardente. Esso si modellò in un uccello e si avviò verso Pandora. Il cerchio di Zero era svanito quando la donna aveva esaurito le proprie energie e l’attacco formato dall’anima di Sylvia era in grado di proseguire.

“Accidenti! Millium!” Zero cercò, con le sue ultime forze di avvisare gli altri prima di crollare a terra, incosciente..


……

Pandora, che era nel mezzo del suo incantesimo rituale per contenere Yggdrasil, era indifesa mentre l’uccello ardente formato dagli ultimi frammenti di potere di Sylvia volava verso di lei. La forma di uccello si era nel frattempo trasformata in una lunga lancia, pronta a perforare la donna.

“Padre!”

Grimm aveva protetto sua moglie. Aveva sperato di parare l’attacco con la sua spada, ma esso aveva attraversato la sua lama, trafiggendogli il fianco.

“Sembra che… abbia fatto in tempo. Ehi… me la cavo ancora. Millium… vai… ferma Lapis”.

“Ma papà… sei ferito…”

“Sono stato peggio.” Grimm sorrise mentre il sangue scivolava dalla sua bocca.“ Terrò tua madre al sicuro, con ogni probabilità avrà finito il suo incantesimo quando sarai arrivato a Lapis.” Grimm si fermò per un momento e guardò suo figlio con le lacrime agli occhi.

“Sii un Re gentile, figlio. Ti vogliamo bene.”

“Papà… no… per favore.” Millium cominciò a piangere.

“Milly devi andare adesso!” Pandora echeggiò il marito. “Essere Re significa fare scelte difficili, vai!” (Piangooo T_T ndYumi)

Come indicato dai suoi genitori, Millium continuò in avanti, lasciandosi alle spalle un fiume di  lacrime. Per un attimo pensò di guardarsi indietro, ma non riusciva a farlo. Era troppo spaventato da quello che avrebbe potuto vedere.

La lancia che aveva trafitto Grimm si era fatta più luminosa, preannunciando l’inizio di una potente esplosione.

“Pandora, hai terminato il rituale?” chiese Grimm, cercando di contenere le fiamme di Sylvia, pur conoscendo la futilità delle sue azioni.

“Proprio ora” rispose la Regina.

“Vedo. Sembra che siamo riusciti a fare la nostra parte dopo tutto”.

“Sì. Sai… stavo pensando al primo giorno che ci siamo incontrati. Abbiamo passato una buona vita insieme, Grimm.”

“Sì… lo credo anche io.”


Da qualche parte dietro di lui, mentre correva, Millium sentì il suono di un’enorme esplosione.

Rapidamente, il miasma di Yggdrasil si dissipò e il cielo si schiarì.

“Pandora ce l’ha fatta!” Esclamò Alice, sentendo il suo potere tornare sotto la luce della luna e della Terra. Grazie a Pandora che aveva interrotto la connessione tra Lapis e Yggdrasil, avevano una possibilità.

“Non sappiamo quanto tempo abbiamo, quindi facciamo in fretta!” Alice batté le mani e raccolse le forze. “Vincoli Azzurri!”

La tecnica di Alice mirava a limitare l’Excalibur di Lapis. Piuttosto che un incantesimo difensivo, era una magia progettata per rendere il suo bersaglio inutile e inerte. Purtroppo la lunghezza dell’incantesimo dipendeva dal potere del bersaglio e Alice sapeva che, contro Excalibur, non sarebbe durata particolarmente a lungo.

“Quanto tempo abbiamo?” Disse Alice Oscura, improvvisamente molto concentrata, con la prospettiva rinnovata di sconfiggere Lapis.

“Non lo so, ma contro Lapis non direi più di cinque minuti. Quindi dobbiamo fare tutto il possibile per riprendere Excalibur! “

“Oh, è questo quello che avete in mente?” Lapis brandiva Excalibur attualmente inerte. “Pensate di poter vincere avendo questa?”

“Possiamo o no, continueremo a provare!” Rispose Alice.

“È solo un modo diverso per affermare che non lo sapete.” Lapis scherzò.

Alice e Alice Oscura attaccarono in tandem. Tutto il tempo mirando ad Excalibur. Mentre la mano che teneva la spada era per ora inutile, Lapis usò la sua mano libera per utilizzare la magia bloccando gli attacchi delle ragazze.

Lapis evocò la folgore nera, marchio di fabbrica di Alhama’at, esercitando un po’ del potere che aveva rubato a suo padre.

“Questo è male!” Esclamò Alice.

“È una possibilità. Lo sto osservando. Non credo possa usare quel potere così come pensa. È un’opportunità per attaccare.” Alice Oscura sorrise con consapevolezza.

“Oscura?”

“Posso intercettare l’attacco e tu prenderai Excalibur”, disse Alice Oscura, apparendo improvvisamente piuttosto triste.

“Ma… tu” iniziò Alice.

“Starò bene. Posso trasferire la maggior parte del mio potere a Schrödinger prima del colpo. Ricorda, Schrödinger è dove conservo il mio potere. Tieni Schrödinger al sicuro e io starò bene. Anche se potrebbe volermici un po’ di tempo per tornare.” 

“Sei sicura? Non c’è garanzia che…”

“Ugh, piantala! Questo è il minimo che mi merito… per tutto quello che ho fatto.” Per un attimo, Alice Oscura sembrò provare inverosimilmente del rimorso. “Assicurati solo di ucciderlo per me!”

Una striscia di energia nera scattò dalla mano sollevata di Lapis. Alice Oscura si scagliò davanti alla folgore e usò la propria magia per attirare l’attacco verso di sé.

“D’accordo, da questa parte!” L’energia crepitante colpì Alice Oscura e un sorriso doloroso e malvagio si diffuse sul viso della ragazza mentre lei scoppiò in un grido angoscioso.

“Oscura!” Disse Alice, terrorizzata per la sua controparte.

“Vai! Uccidi La-“ Prima che Alice ebbe finito la sua frase, il suo corpo si trasformò in ombra e fu rapidamente assorbito da Schrödinger; il gatto gridava mentre raccoglieva l’energia oscura della sua padrona.

Alice si rivolse di nuovo verso Lapis. Anche se il mostro non lo manifestava, c’era una certa lentezza nei suoi movimenti dopo aver usato l’incantesimo, una… esitazione che quasi sembrava suggerire un rimorso per aver tolto una vita, qualcosa che nessuno aveva mai visto in Lapis. Forse c’era qualcos’altro che lo influenzava.

Tuttavia, con orrore di Alice, Lapis alzò il braccio destro, Excalibur era stata liberata dall’incantesimo di Alice.

“Dovremmo avere ancora tempo… come?!” esclamò la ragazza con incredulità.

“Voi piccoli vermi strisciate a terra raccogliendo quelle piccole cose che voi chiamate forze, ma io sono arrivato ad acquisire il vero potere. Siete stati avversari interessanti, se ci si basa esclusivamente sulla vostra capacità di sopravvivere. Ma è giunto il momento di morire per gli scarafaggi. Addio.”

Lapis colpì Alice con Excalibur e lei, a corto opzioni, pensò che questa volta avrebbe finalmente conosciuto la sua fine.

All’improvviso, l’Excalibur Oscura che Lapis aveva creato era tornata alla sua forma originale di quando, una volta, era brandita da un vero campione.

“Magia del tempo!” Lapis imprecò. “la dragonide doveva essere al mio servizio, chi altro avrebbe potuto…”

“Kaguya!” Disse Alice, sollevata.

Da dietro Lapis, Kaguya era apparsa, usando la sua magia per riavvolgere il tempo intorno a Excalibur in modo che tornasse alla sua forma originale.

Ripristinata in un lampo di luce, Excalibur respingendo la mano indegna di Lapis, tornò tra le mani di un degno proprietario, Alice.

“Vai, Alice! Adesso!” Kaguya gridò ad Alice.

“Ricevuto!” Rispose Alice, aggrappandosi all’elsa familiare di Excalibur. Quella poteva essere la loro unica possibilità. Non poteva permettersi di fallire.

“Datemi tutti la vostra forza!” La volontà della speranza di tutti si radunò nella Terra sovrastante, e si abbatté su Alice. Con una travolgente corrente d’aria, seguita da Excalibur, Alice travolse Lapis con la forza di tutti coloro che avevano ancora speranza nel mondo. La forza esplosiva dell’attacco scosse Lapis, ferendolo come non era mai stato prima. Lapis si reggeva il fianco; anche se ferito, era ancora vivo.

“Impossibile…” disse Alice, dopo aver esaurito tutto il suo potere in quel singolo colpo.

“Come può…” Anche Kaguya, avendo speso gran parte della sua magia per ripristinare Excalibur, era incredula.

“Hahahaha!” Lapis rise, stringendosi ancora il fianco. “Lo ammetto, terrestre, tu sei la migliore sfida che abbia mai affrontato. Ma neanche la forza combinata di tutti i tuoi alleati può sconfiggermi”.

Come in risposta all’annuncio di Lapis, un forte vento arrivò dall’alto. L’ombra di un grande drago proiettata dalla luce della Terra, rivelò Millium che, dopo essersi fuso nuovamente con Ryula, si schiantò per attaccare Lapis. Preso alla sprovvista Lapis tentò di difendersi dall’antico potere dragonide che si trovava di fronte. Ma mentre sollevava le mani, qualcosa lo teneva indietro. La forza di qualcun altro, la volontà di qualcun altro.

“No! Sei morto! Ho fatto mio il tuo potere!” Lapis esclamò mentre tentava di resistere, ma senza alcun risultato. Lapis, ferito, avendo perso Yggdrasil e Excalibur, non poteva difendersi contro la piena forza della fusione di Millium e Ryula. Con un’esplosione della misteriosa magia dragonide antica. Alla fine, era finalmente finita.



Da qualche parte, lontano, Valentina era incalzata dagli attacchi combinati di Faria e Pricia, che misero fine alla follia del demone per sempre. In uno scoppio scintillante di fumo scuro, Yggdrasil sembrò scuotere la sua forma corrotta, riassumendo la sua vera forma di grande albero benevolo come lo era stato una volta su Attoractia. I cieli splendevano sereni della luce blu della Terra e un silenzio pacifico si abbatté sul mondo.

[Fonte: fowtcg.com]

 

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