Antiche Notti – Capitolo 1: Sogno.

Le nuvole circondavano il picco di una grande montagna, doveva essere alta nel cielo poiché il vento soffiava gelido. C’era un senso di consapevolezza, di coscienza, ma insieme l’incapacità di muovere il corpo. Forse si trattava di un sogno ma isogni erano spesso composti da immagini del passato o dai propri desideri, questo non sembrava essere niente di tutto ciò.

Sul terreno apparvero i nemici del sognatore. Significava che il sognatore doveva combatterli? No… no, non era proprio così… erano nemici di qualcun altro. Significava che la persona perseguitata da quei nemici stava mostrando al sognatore quelle immagini? Perché? Per quale scopo?

Mentre il sognatore rifletteva sul significato di quelle immagini, una voce si fece strada nella sua mente.

“Gill, Gill! Svegliati!” Il giovane tornò alla realtà. Era grato che il sogno non fosse stato deprimente come al solito, rendeva più facile alzarsi. La voce che lo aveva svegliato era quella del Principe Elfico, e amico rumoroso, Cecil.

“Prima che ti arrabbi con me, ricorda che mi hai detto tu di svegliarti, Gill.”

“Sei sicuro?” Disse Gill, sbadigliando. “Non mi sembra di ricordare una cosa del genere”.

“Perché dimentichi qualsiasi cosa quando ti conviene”.

“Se continui così, penso che tornerò a dormire.” Gill cominciò a chiudere gli occhi.

“Dovresti essere grato che il Principe abbia deciso di venire a svegliarti”, protestò Cecil.

“Ah, mi sono appena ricordato.” Gill si alzò.

“Hai finalmente ricordato?”

“No, ho appena ricordato che ho qualcosa di importante da fare oggi”.

“Jeeze…”

Anche se umano, Gill era un amico di Cecil da molto tempo ed era ben voluto da gran parte del regno elfico. Gill e il Principe erano diventati sempre più amici negli anni (Ecco qua, il pomicio è in arrivo). La fede di Cecil nel suo amico non aveva mai vacillato, (Seh, la fede….) nemmeno quando Gill aveva cominciato a frequentare gli Elfi Oscuri, antichi nemici degli elfi, era stato addirittura Cecil a suggerire che Gill fosse il mediatore tra le due parti per risolvere le loro annose dispute. Anche se a volte era un fannullone, Cecil poteva vedere una scintilla in Gill che non vedeva in altri umani.( Si chiama *Amore*) Da quando Gill aveva salvato la sorella minore di Cecil, quando era bambina, si era convinto che Gill fosse diverso, aveva la volontà di agire per cambiare le cose.

“Va bene, starò via per un po’, Cecil. Sono diretto nel Regno dei Panda.”

“Sasaru? Cosa devi fare di così importante laggiù? Siamo vicini al confine, ma è ancora almeno una mezza giornata di cammino”.

“A Sasaru ci sono le migliori taverne. Ho bisogno di raccogliere alcune informazioni.”

“Stai cercando qualcosa in particolare?” Cecil fece un cenno con la testa.

“Voglio saperne di più sulla gente di quel Castello Oscuro di cui tanto si parla di recente”.

“Ancora? Sono solo vecchie storie di commercianti umani superstiziosi. Un castello che improvvisamente appare dal nulla? È una sciocchezza.”

“Forse, ma almeno lo saprò per certo se lo vedrò con i miei occhi. Non devi venire. Non mi spiace viaggiare da solo.”

“Anche se lo volessi non potrei. Mio padre  diventerebbe furioso se scomparissi con te in un’altra sciocca avventura.”(Il padre vuole che lui si riproduca giustamente)


Il regno Elfico si estendeva in una foresta nascosta da una potente illusione ed era accessibile solo da un cancello magico conosciuto come il portale. Dato che gli Elfi Oscuri erano stati allontanati dal regno degli elfi anni prima, si erano stabiliti nei boschi profondi nei pressi delle paludi più ad est. Il Regno dei Panda di Sasaru si trovava al confine con gli Elfi ad ovest, con le montagne, casa dei Dragonidi,  nord. Le profondità dell’oceano appartenevano alle Sirene. Gli insediamenti umani erano invece sparsi per tutto il mondo. La destinazione di Gill era Sasaru. Il Regno dei Panda era il centro commerciale del mondo, per beni e informazioni. Se qualcosa poteva essere comprato, allora era probabile che poteva essere trovato nei mercati di Sasaru ed in diversi assortimenti. Il Re di Sasaru, Brillaperla, incarnava lo spirito del suo regno come nessun altro, il suo amore per le gemme, che aveva reso il suo regno così ricco, era ben documentato.

Quella sera, Gill, aveva setacciato diverse taverne nei mercati di Sasaru, alla ricerca di informazioni. Dando il meglio di sé, tutto quello che era riuscito a scoprire era che il castello sembrava apparso da qualche parte all’interno delle terre degli Elfi Oscuri e che chiunque fosse andato a cercarlo non aveva mai fatto ritorno. Stranamente, nessuno sembrava sapere esattamente dove fosse iniziata quella voce. Aggirarsi per le terre degli Elfi Oscuri da soli era noto essere pericoloso. Quelli che erano andati a cercare il castello probabilmente erano stati fatti prigionieri dalle loro pattuglie.

“Alla fine tutto quello che ho è un’indicazione. Non ho altra scelta se non verificare da me, suppongo.” Gill aveva la sensazione che c’era di più di una semplice voce. Gli Elfi Oscuri non volevano che le persone si aggirassero nelle loro terre, per cui non avevano alcun motivo per dar seguito a quelle dicerie. Dunque, come era iniziata?

Uscendo da una taverna all’aria aperta, Gill vide una squadra delle Forze Armate Reali di Sasaru. Sembrava che anche loro stessero cercando informazioni sul misterioso Castello Oscuro. Al centro delle guardie c’era proprio re Brillaperla, intento a guardare una gemma che gli ballava tra le dita.

Quindi stanno indagando anche loro, sapevo che c’era di più.” Gill parlò con un sussurro, ma in qualche modo Brillaperla sembrava aver sentito.

“Hey, hey.” La sua voce profonda echeggiava mentre si guardava intorno. “Le mie orecchie impeccabili di Panda hanno sentito, proprio ora. Chi era quello?”

Scivolando via, Gill si avviò alla notte, tornando nelle terre elfiche per dirigersi poi verso le foreste degli Elfi Oscuri.

[Fonte fowtcg.com]

 

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