Antiche Notti capitolo 6: L’orlo di una nuova Leggenda

Erano passati dieci anni da quando il castello oscuro e il suo misterioso padrone erano spariti. (Momento, momento…COSA?! ndYumi)

Tutti quelli che erano stati rapiti e portati al Castello Oscuro erano stati liberati, apparendo in vari luoghi intorno alla foresta. Non c’erano stati avvistamenti del castello o di Reiya dalla sua scomparsa.

Brillaperla era tornato a Sasaru, depresso dopo aver scoperto che le voci secondo cui il castello conteneva nuove gemme erano false. Per quanto dispiaciuto, il suo orgoglio era rimasto intatto. Anche Kirik e Shaela avevano subito fatto ritorno nelle loro terre, avendo pochi contatti con gli altri membri del loro improbabile gruppo negli ultimi dieci anni. Sembrava che Kirik avesse intrapreso uno stile di vita un po’ solitario per ricercare maggiore saggezza e forza. Il tempo trascorso da Shaela nel Palazzo di Corallo sembrava non aver migliorato minimamente  la sua irritante abitudine di parlare con condiscendenza.

“Gill! Ci sei? Gill!” Gridò la voce di Cecil. Gill viveva ai margini delle terre elfiche.

“Gill!” Anche Tia era lì con suo fratello. Tia era diventata una cacciatrice esperta nell’ultimo decennio. Ogni tanto Cecil si preoccupava per lei quando usciva da sola, ma non aveva mai avuto problemi.

“Cosa ci fate voi due qui? È successo qualcosa?” Chiese Gill, sapendo che non si sarebbero fatti vivi ​​entrambi se qualcosa di importante non fosse successo. Se fosse stato solo Cecil, Gill probabilmente lo avrebbe rifiutato, ma per lui era più difficile respingere Tia. Probabilmente Cecil lo sapeva e se la era portata proprio per quella ragione.

“Papà dice che desidera parlare con te” disse Cecil.

“Re Faerur?”

Gli elfi facevano la guardia al loro regno con una potente magia illusoria e raramente lasciavano che i non-elfi entrassero nelle loro terre. Anche se era un buon amico di Cecil e Tia, a Gill non era quasi mai permesso di entrare. Fino ad allora non aveva mai incontrato propriamente il Re. Doveva trattarsi di qualcosa di serio.

“Capito. Fammi preparare, puoi dirmi cosa è successo nel frattempo.”

“Va bene, sbrigati” disse Cecil.

“Sono sicuro che sei ben consapevole di come stanno le cose tra noi e gli Elfi Oscuri.” Iniziò Cecil.

“Ero solito negoziare. Quindi sì, sono consapevole del vostro assurdo litigio.”

“Sembra che un bambino Elfo Oscuro sia stato ucciso recentemente da una freccia elfica e anche un arco elfico è stato recuperato nei dintorni. Non siamo stati in grado di trovare il colpevole, ma gli Elfi Oscuri non hanno esitato a condannare l’intero regno per l’atto.”

“Quindi, in sostanza, vista l’arma, pensano che sia un atto intenzionale del regno elfico.” Gill ragionò.

“Sì. Abbiamo investigato le cose da soli nel miglior modo possibile, Cecil e io abbiamo cercato di placare le tensioni tra i nostri popoli, ma non abbiamo trovato nulla sul possibile colpevole. Nonostante le ostilità è legge nel nostro regno che gli Elfi non possano istigare simili azioni contro gli Elfi Oscuri. Dopo tutto, siamo tutti fratelli. Ma senza un colpevole, si sta diffondendo la voce di una cospirazione degli Elfi Oscuri per istigare alla guerra.” Disse Tia, abbattuta.

“E la possibilità di una terza opzione?” Propose Gill. “Qualcuno che abbia qualcosa da guadagnare da un conflitto tra i vostri popoli. “

“Potresti avere ragione, ma più che di un colpevole abbiamo bisogno di una soluzione pacifica.” Disse Tia.

Gill sapeva che Frayla, il capo degli Elfi Oscuri, era piuttosto saggia nonostante l’età. Oltre che scaltra. E sebbene non fosse certamente una fan degli Elfi, amava la sua gente più di ogni altra cosa. Gill non ce la vedeva ad architettare un inganno che implicasse la morte di uno dei suoi.

“Va bene, capisco.”

“Ad ogni modo, dovresti incontrare nostro padre. Ti guideremo attraverso il portale.”

Cecil, Tia e Gill si fecero strada attraverso uno dei portali che conducevano, oltre le illusioni, nel regno degli Elfi. All’improvviso le illusioni si dissolsero e il regno elfico si manifestò davanti a loro. Entrato, Gill fu colpito dallo splendore delle vedute del regno.

“Dai, Gill, avremo tempo per un tour più tardi.”

“Ah? Si, giusto.”

I tre attraversarono le strade del regno, e oltrepassando un ponte ornato, dove lo stagno sottostante era pieno di ninfee, giunsero fino al palazzo dove Re Faerur attendeva l’arrivo di Gill.

“Presumo che tu abbia sentito parlare dei nostri problemi?” Chiese Faerur.

“Cecil mi ha detto tutto, mio signore. Immagino che mi farai negoziare con Frayla?” Chiese Gill.

“Non proprio. Avrei preferito parlare con loro di persona. Ma per negoziare la loro resa, non per scendere a compromessi.”

“Aspetta un attimo. C’è ancora un modo per raggiungere un accordo equo su questo, perché sta già pensando a… “

Proprio in quel momento arrivò un messaggero e consegnò una missiva a Faerur. L’espressione placida del re si inasprì nel leggerla.

“Questo è il momento più sfortunato e al tempo stesso propizio”.

Gill imprecò sottovoce. Una frase del genere poteva significare solo una cosa.

“Le truppe degli Elfi Oscuri sono state avvistate mentre si muovevano nelle nostre terre.”

Fonte [fowtcg.com]

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